Siamo tutti affamati di amore,
di gioia, di felicità.
Per donare e ricevere il vero amore bisogna essere, però, come Dio: trasparenti e genuini, senza inganni e ingiustizie, senza ipocrisie e senza malignità, senza egoismo e senza vanità. Si tratta certo di un cammino in salita, a volte difficile e faticoso, spesso ostacolato dal nostro cuore inquieto e pieno di contraddizioni. Ci lamentiamo di ciò che ci circonda ma facciamo fatica a rientrare in noi stessi e ripartire proprio da noi.
Chi ci ha preceduto in questo cammino è stata lei, la madre di Gesù, una creatura pura e lineare, decisa a custodire nel suo cuore tutti i segni della presenza di Dio e poi a farne dono a tutti gli uomini.
“Fate come egli vi dirà”, disse ai discepoli, riferendosi a Gesù, il Figlio di Dio incarnato. “Fate cioè come lui” che ha donato la vita per gli uomini, aprendo dimensioni nuove di fraternità e di pace. E come ha fatto lei stessa, Maria di Nazareth, quando ha incarnato la Parola e con il suo sì ne ha fatto dono a tutta l’umanità.
L’amore è in sé dono: è sorriso, rispetto, cura, custodia degli altri; è bontà e offerta di sé e del proprio tempo.
L’amore non ha limiti e non conosce limiti.
Il nostro messaggio per vivere la solennità dell’8 dicembre in modo autentico ha questa speranza: farci dono l’un l’altro per essere pienamente felici. Lo vorremmo fare con te che leggi e con tutti, convinti che così possiamo cambiare il mondo e le relazioni reciproche nel nostro tempo.







