Messaggio di Amore – Prima Settimana di Quaresima

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Prima Settimana di Quaresima

Abbiamo iniziato il cammino di Quaresima.

Ci viene incontro all’inizio di questa settimana, un testo meraviglioso di San Gregorio Nazianzeno.

È la esortazione per tutti i cristiani a vivere intensamente la Quaresima con spirito di riconoscenza e ammirazione verso Dio.

Gesù il Figlio di Dio, incarnatosi sulla terra secondo il volere del Padre, ci ha resi partecipi della gioia infinita. È la gioia che Dio offre a tutti gli uomini. Non sempre però anche i cristiani contemplano e vivono il mistero della morte di Cristo che espande e diffonde gioia immensa nell’intero universo.

Gregorio Nazianzeno ce ne dà una spiegazione sublime. Facciamo attenzione e comunichiamo a tutti questo inno di gratitudine all’Amore.

Dimostriamoci vicendevolmente amanti di Dio

Seguendo il messaggio di San Gregorio Nazianzeno sentiamo rivolto personalmente l’esortazione:

«Riconosci l’originale della tua esistenza, del respiro, dell’intelligenza, della sapienza e, ciò che più conta, della conoscenza di Dio, della speranza del Regno dei cieli, dell’onore che condividi con gli angeli, della contemplazione della gloria, ora certo come in uno specchio e in maniera confusa, ma a suo tempo in modo più pieno e più puro. Riconosci, inoltre, che sei divenuto figlio di Dio, coerede di Cristo e, per usare un’immagine ardita, sei lo stesso Dio! 

Donde e da chi vengono a te tante e tali prerogative? Se poi vogliamo parlare di doni più umili e comuni, chi ti permette di vedere la bellezza del cielo, il corso del sole, i cicli della luce, le miriadi di stelle e quell’armonia ed ordine che sempre si rinnovano meravigliosamente nel cosmo, rendendo festoso il creato come il suono di una cetra?

Chi ti concede la pioggia, la fertilità dei campi, il cibo, la gioia dell’arte, il luogo della tua dimora, le leggi, lo stato e, aggiungiamo, la vita di ogni giorno, l’amicizia e il piacere della tua parentela?

Chi ti ha posto Signore e re di tutto ciò che è sulla terra?

E, per soffermarci solo sulle cose più importanti, chiedo ancora: Chi ti fece dono di quelle caratteristiche tutte tue che ti assicurano la piena sovranità su qualsiasi essere vivente? Fu Dio.

Ebbene, egli in cambio di tutto ciò che cosa ti chiede? L’amore. Richiede da te continuamente innanzitutto e soprattutto l’amore a lui e al prossimo.

L’amore verso gli altri egli lo esige al pari del primo. Saremo restii a offrire a Dio questo dono dopo i numerosi benefici da lui elargiti e quelli da lui promessi? Oseremo essere così impudenti? Egli, che è Dio e Signore, si fa chiamare nostro Padre, e noi vorremmo rinnegare i nostri fratelli?

Guardiamoci, dal diventare cattivi amministratori di quanto ci è stato dato in dono.

Non affatichiamoci ad accumulare e a conservare ricchezze, mentre altri soffrono la fame.

Operiamo secondo quella suprema e prima legge di Dio che fa scendere la pioggia tanto sui giusti che sui peccatori, fa sorgere il sole ugualmente per tutti, offre a tutti gli animali della terra l’aperta campagna, le fontane, i fiumi, le foreste; dona aria agli uccelli e acqua agli animali acquatici; a tutti dà con grande liberalità i beni della vita, senza restrizioni, senza condizioni, senza delimitazioni di sorta; a tutti elargisce abbondantemente i mezzi di sussistenza e piena libertà di movimento. Egli non fece discriminazioni, non si mostrò avaro con nessuno. Proporzionò sapientemente il suo dono al fabbisogno di ciascun essere e manifestò a tutti il suo amore».

Riproponiamo così un cammino di grande amore come ci suggerisce il Santo Vescovo Gregorio. Egli ci porta ad ammirare il mistero della morte di Gesù, Salvatore e Redentore del mondo intero.

Riflettiamo sull’affermazione: “Riconosci, uomo, l’origine della tua esistenza, del respiro, dell’intelligenza, della sapienza”.

Meditiamo sul particolare che siamo Figli di Dio, coeredi di Cristo.

San Gregorio riprende con maggiore forza e ci dice: “Ciò che conta nella conoscenza di Dio, della speranza, del Regno dei cieli, è l’amore”. E continua ancora: “Sei divenuto Figlio di Dio, coerede di Cristo”.

Si sofferma a descrivere come la gioia dovrebbe essere vissuta da ogni cristiano nello scoprire l’armonia dell’universo: “Vogliamo parlare della bellezza del cielo, del corso del sole, delle miriadi di stelle, dell’armonia e dell’ordine stabilito dal sommo Dio?

Enumera alcune delle meraviglie che Dio ci offre: “La fertilità dei campi, la gioia dell’arte, la vita di ogni giorno, l’amicizia, il piacere della parentela”.

Quando riascoltiamo e rileggiamo questo testo forse dovremmo rimproverare noi stessi perché non sempre comprendiamo le meraviglie che Dio ha fatto e ha messo a disposizione ad ogni essere vivente. Il Santo ci fa intuire il male che noi compiamo quando ci suggerisce la domanda: “cos’altro noi potremmo offrire in cambio di tutto ciò che egli ci ha dato?”.

Dio richiede da noi continuamente, innanzitutto, l’amore a Lui e al prossimo che vive con noi. Con maggiore forza ci esorta a ricambiare il suo amore per noi e a diventare buoni amministratori di tutto quello che ci è stato dato in dono.

La prima settimana di Quaresima ci viene proposta come una industria: il solo accumulare e conservare le ricchezze dei doni, infatti, non ci rende buoni amministratori. Nostro compito è imitare Lui, realizzando la legge dell’amore: ammirare i doni che Dio ci ha fatto e metterli a disposizione di tutti.

Il nostro deve essere un cammino come attestato di gratitudine e di singolare amore verso Dio e di bontà verso tutti i nostri fratelli.

Nicola Giordano

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