Chi vuol trovare aperto verso di sé il cuore di Dio non chiuda il suo a chi lo supplica (San Pietro Crisologo).
Molto bello è soffermarsi a considerare il dialogo di Gesù con sua Madre. I Vangeli ci riferiscono pochi momenti che per noi sono di grande esempio. Il dialogo con Dio va sempre costruito sul modello del dialogo di Maria, la bellissima tra tutte le donne, e il Figlio suo. Ci attraggono due momenti: quello della sosta di Gesù ancora fanciullo nel tempio e quello delle nozze di Cana. L’evangelista Luca ci racconta l’episodio di Gesù nel Tempio e sottolinea che Maria e Giuseppe “si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti e non avendolo trovato tornarono in cerca di lui a Gerusalemme dove lo trovarono dopo tre giorni”. Più dell’episodio c’interessano le parole di Gesù. Alla Madre dice: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo stare nella casa del Padre mio?”. Il secondo episodio, narrato da Giovanni, vede Maria, la Madre, come protagonista nel chiedere a Gesù il miracolo nel giorno delle nozze. Gesù ubbidisce alla Madre. Ricaviamo due insegnamenti. Il primo è che è inutile andare a cercare Gesù di qua o di là, presso parenti o conoscenti, presso filosofi o dottori, affidandosi alla propria intelligenza o ai propri desideri. Gesù dimora nella casa del Padre, nella intimità col Padre. Gesù non è un oggetto da trovare ma è una Persona che è Dio. Lo smarrimento di molti in cerca della verità ci fa pena, perché non si è ancora capito chi è Gesù e come e dove bisogna cercarlo. Il secondo episodio sembra la risposta della Madre alla spiegazione datale dal Figlio a Gerusalemme. Maria ormai sa che Gesù è una sola cosa col Padre e perciò non ha dubbi. Lui può tutto e Maria non esita a chiedere al Figlio il grande dono della trasformazione dell’acqua in vino, cioè il dono della trasformazione della umanità in divinità. Gesù, vero Dio e vero Uomo, esaudisce la Madre e questa esorta i servi ad ubbidire a Gesù, ad aprirsi alla grazia. Le mancanze degli uomini contro Gesù sono quelle di non credere nella sua piena divinità. Gesù è Dio. Va adorato, amato, seguito perché Dio. Non lo si può contestare, non gli si può disubbidire, non ci si deve lasciare travolgere da momenti di dubbio o scetticismo.
L’ubbidienza che devo oggi a Gesù è duplice: non andare a cercarlo di qua o di là e ubbidire a lui, che è veramente il Figlio di Dio. Dovrò ubbidire anche se mi dirà di distribuire l’acqua al posto del vino.
Cammino quaresimale tratto da “Quaresima: fissare lo sguardo in Gesù“ di don Nicola Giordano – Edizioni Viverein










