“IN RIGA SU INTERNET”
Una regola salva la vita
PROGETTO DI SENSIBILIZZAZIONE SUI PERICOLI DELLA RETE
Lunedì 18 maggio alle ore 15.30, presso l’aula multimediale della scuola secondaria di 1° grado di San Pietro a Maida (CZ), si è svolta la manifestazione di chiusura del Progetto “In riga su internet.. una regola salva la vita”, proposto dall’associazione Meter Onlus, in collaborazione con il movimento Vivere In.
Il percorso, che ha visto coinvolte le classi 3A e 3B, coadiuvati dai docenti Crialesi, Vono, Pileggi e Don Andrea Latelli coordinatore del progetto, è stato finalizzato ad una più incisiva e mirata azione di sensibilizzazione sulla cultura della” sicurezza” e ad un sano e consapevole uso di internet.
Indicare la diritta via! E se si “naviga” nelle profondità di un Web sempre più insidioso, mai perdere di vista la giusta rotta!
È questo l’imperativo categorico che ha animato il progetto. Una battaglia che entrambe le associazioni continuano a combattere senza esclusione di colpi soprattutto rispetto a navigazioni difficili attraverso i fondali di un mondo virtuale che però continua ad esporre le giovani generazioni a rischi e ad insidie assolutamente reali, dalla pedopornografia, al sexting, al cyber bullismo.
L’attività didattica, proposta per contrastare i pericoli che derivano da un utilizzo improprio di Internet, è stata costantemente tesa ad indirizzare l’utenza a saper riconoscere i tanti pericoli che la rete nasconde.
Come? Oltre a garantire ai nuovi nativi digitali ogni strumento di conoscenza e di difesa per orientarsi nella selva del multischermo, è stato consegnato un righello e segnalibro “in riga su internet”, che non è un semplice accessorio scolastico ma un decalogo sulle fondamentali regole per “abitare” al meglio ed in sicurezza tutto il mondo del Web.
La collaborazione tra le due associazioni, pur operando su aspetti diversi del vivere umano, nasce dall’esigenza di farsi promotori di un percorso di conoscenza e di difesa della dignità umana, oggi fortemente assoggettata e asservita alla tecnologia. Non basta demandare la repressione, alle sole forze di polizia, per stroncare il turpe commercio di minori nel mondo, ci vuole anche una rete capillare di persone competenti e motivate, capaci di collegarsi con la società in cui vivono, affinché si crei una mentalità di vigilanza, di sostegno e di protezione.
La rete, rappresenta una straordinaria occasione di apprendimento e di conoscenza ma è anche un luogo in cui si possono fare esperienze che segnano per sempre la vita di molte giovani vite, generando effetti “anestetici”, aggressività nel linguaggio e tanta fragilità che conduce, molto spesso, a scelte irreversibili.
In questo senso i ragazzi sono stati coinvolti in una serie di incontri informativi, che sono serviti ad introdurli alla tematica trattata, attraverso proiezioni, attività di workshop, attività laboratoriali, rilevazione e mappatura di tati emersi da un questionario da loro stessi successivamente elaborato.
Una didattica inclusiva, che li ha trasformati in protagonisti attivi del percorso progettuale, ampiamente espressa nella manifestazione finale








