Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi in cielo, in terra e sotto terra. (Filippesi 2,10)
È una giornata di maggiore avvicinamento al compiersi del grande mistero pasquale, il mistero dell’amore. Appare come un’ombra Giuda nel racconto dei Vangeli.
Rimane quest’ombra pesante. Tutti gli occhi si fissano su Giuda quasi a dire che, se non ci fosse stato lui, le cose avrebbero preso una piega diversa.
L’ombra di Giuda invece è l’ombra che ciascuno di noi disegna quando ci dissociamo o discostiamo da Gesù non condividendo le sue scelte, i suoi insegnamenti, il suo messaggio.
Del resto l’ombra di Giuda è sempre presente nel dialogo che Dio ha con l’uomo. Dio è aperto, generoso, prodigo, misericordioso, indulgente, paziente. L’uomo invece è restio, titubante, indeciso, pigro, abulico, indolente. L’uomo dice sempre di amare il bene, poi non lo fa e si trincera dietro l’ombra di Giuda.
Come non vergognarsi dell’ombra che gettiamo sulla nostra vita quando ci dissociamo da Cristo? Eppure Gesù, Luce, è venuto a dissipare le tenebre e a liberarci dalle ombre di morte!
Che io non mi perda, Signore, quando l’ombra del dubbio scende su di me. Che nessuno si perda, Signore, nostra Luce e Salvezza.










