Quaresima 2026| Martedì della IV settimana

Voi che avete sete, venite alle acque. (Isaia 55,1)

Dio si è fatto servo! Il profeta Isaia, nei suoi meravigliosi scritti, ce lo presenta carico dei nostri peccati, svilito e disprezzato: non aprì bocca di fronte agli insulti.

Fa pensare il silenzio di Dio di fronte alla cattiveria degli uomini. Egli è il Padre che tace. Il Figlio è il servo che tace. Incomprensibile, immenso, infinito amore che si circonda di silenzio!

Il silenzio di Dio non è chiusura, distanza, disprezzo, condanna. Non lo si può comprendere in nessun altro modo, se non lo si identifica con l’amore. Amore di donazione. Amore di immolazione. Amore di salvezza. Così Dio, Signore, Creatore, Re dell’universo, è colui che serve continuamente l’uomo: procura il cibo agli uccelli dell’aria, veste i gigli del campo, non permette che un solo capello della nostra testa cada senza il suo permesso, non rifiuta il bacio del traditore, non sottrae il suo volto agli sputi, prende su di sé tutte le nostre debolezze, ci fa risuscitare dalle tenebre di morte. Quanta bontà!

Anch’io, Signore, vorrei vivere il tuo silenzio di amore!

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