Consolate, consolate il mio popolo – dice il vostro Dio. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che la sua tribolazione è compiuta, la sua colpa è scontata… (Isaia 40,1-2)
Quando pensiamo al nostro Dio, il nostro cuore non può trattenersi dal piangere. Che altro avrebbe dovuto fare che non abbia fatto? Come una madre consola il figlio quando è caduto e si è fatto male… anche noi, dopo esserci allontanati dal nostro Dio seguendo i nostri capricci e illusioni, siamo consolati da lui che si è fatto carico della debolezza per risanarla… per giustificarci.
Come rimanere ancora indifferenti a tanto amore?









