Ascolta le mie parole, Signore, intendi il mio lamento. (Salmo 5,2)
Occorre saper infondere quiete al proprio spirito. Occorre saper vagliare, giudicare, scegliere le cose in rapporto al piano di amore di Dio. Se si fosse capaci di situarsi nel piano di Dio, cesserebbero molti degli stati apprensivi e ansiosi della nostra vita.
Ecco Gesù. La sua figliolanza divina lo situa sempre nella perfetta identità e unità con il Padre. Anche come uomo, egli vive la stabilità e la fissità nel piano divino. E piega la sua natura umana al piano della sapienza divina: “Padre, se è possibile, passi da me questo calice. Ma sia fatta la tua volontà e non la mia”.
Come dubitare dell’amore di Dio? Come pensare che nella nostra vita ci sia carenza di affetto? Può Dio dimenticare i suoi figli?
Gesù, donami i tuoi sentimenti di abbandono perfetto nella volontà e nell’amore del Padre.








