Tu mi liberi, Signore, dall’ira dei miei nemici. (Salmo 17,48)
È facile incontrare gente esaurita e stanca. È facile incontrare gente che si sente, o si crede incompresa o perseguitata. Varie infatti sono le forme di nevrosi, derivanti da mancanza di equilibrio e di autocoscienza. Totalmente opposta fu la scelta di vita di Gesù.
Fu avversato fin dalla nascita e, quando fu arrestato, si consegnò nelle mani dei nemici per essere condotto a morte. Non tentò di sottrarsi, né scappò via quando andarono per arrestarlo. Non ritrasse la mano davanti a coloro che lo crocifissero, né invocò le legioni degli angeli per difenderlo e liberarlo dalle mani dei suoi persecutori.
Per entrare nella mentalità di Dio, occorre partire dall’ultimo gesto compiuto da Gesù, il Figlio suo unigenito. Quando giunse la pienezza dei tempi Gesù disse ai suoi discepoli: “Prendete e mangiate, questo è il mio corpo immolato per voi; prendete e bevete, questo è il calice della nuova alleanza, sangue versato per voi e per tutti in remissione dei peccati”.
Insegnami, Signore, ad offrirmi con dolcezza a chi mi sta accanto per essere conforto come tu ti sei offerto per me.










