Quaresima 2023 | Martedì della seconda settimana

Niente è più gradito del profumo del Signore. Di questo soave profumo olezzino tutti i credenti (S. Agostino).

L’espressione di Sant’Agostino può aiutarci a scalare con gioia il monte del Signore rivivendo il momento in cui Gesù, attorniato dalla folla, salì sul monte e proclamò le sue Beatitudini. Vicino a lui stavano i discepoli. Tutt’intorno stava la folla che da tempo lo seguiva ed ascoltava, con grande entusiasmo, le cose che egli diceva. Nessuno mai aveva parlato così. È molto importante ascendere il monte delle Beatitudini. Possiamo identificare il vero monte di Dio nei proclami che Gesù annunzia al mondo intero. Disponiamoci ad entrare nella mentalità e nel progetto delle Beatitudini. Il Maestro divino esprime, innanzitutto, il suo compiacimento con coloro che entrano nella categoria dei poveri, degli infelici, degli sventurati. C’è opposizione aperta tra la visione di Dio e le valutazioni umane. I poveri, gli infelici, gli sventurati non possono considerarsi felici. Ma Dio ha giudizi diversi dai nostri. I poveri di cui egli parla appartengono alla categoria di persone più facilmente disponibili ad ascoltare la Parola di Dio e a riporre in Dio tutta la loro speranza. I poveri, gli infelici, gli sventurati non si aspettano nulla dai ricchi. Questi sono troppo impegnati a difendere e a custodire i loro tesori. Essi, invece, sono veramente liberi. Nella consapevolezza della loro incapacità confidano totalmente in Colui che è Giustizia, Misericordia, Amore. Possono scalare la Montagna di Dio quanti sono interiormente liberi. Verso di loro si muove Dio, loro forza, difesa ed aiuto. “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo”, dice il Salmista. “Benedetto colui che pone in Dio la sua fiducia”. Dio difende la causa del povero e del debole e si muove a compassione dei piccoli e degli umili. Costa l’essere e il farsi poveri. Costa accettare la umiliazione e il rifiuto dei grandi. Costa guardarsi intorno e vedere il luccichio delle grandi ricchezze e potenze che schiaffeggiano la povertà. Ma quei poveri, quegli infelici e quegli sventurati sanno che a loro è riservato il regno dei cieli.

Oggi sceglierò per me l’ultimo posto e starò attento a non incupirmi se mi sentirò trascurato, incompreso, dimenticato o anche maledetto.

Cammino quaresimale tratto da “Quaresima: fissare lo sguardo in Gesù di don Nicola Giordano – Edizioni Viverein

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