Quaresima 2020 | Martedì Santo: il giorno dell’intimità umana

Chi ha incontrato anche una sola volta Gesù o lo ha conosciuto, non può rimanere scettico, indifferente, abulico.
Un giorno Egli aveva detto: “Quando sarò innalzato sulla croce, attirerò tutti a me”.

Ciascuno di noi può dire di essere stato attirato da Gesù. L’apostolo Paolo fu attirato mentre percorreva la via scelta della persecuzione. Voleva condannare ed uccidere i cristiani.

Una donna malata da molti anni, un giorno riuscì a sfiorare il mantello di Gesù e fu guarita totalmente. Un altro giorno un cieco fin dalla nascita fu colpito dalla sua voce. Implorò e riebbe la vista. Maria e Marta, le due sorelle di Lazzaro, fedeli seguaci, l’ospitarono nella loro casa la vigilia della sua crocifissione.

L’Apostolo che ci ha guidati in questo tempo quaresimale ci ricorda: “L’amore di Cristo ci spinge. Uno è morto per tutti, quindi tutti sono morti. Egli è morto per tutti perché quelli che vivono non vivano più per se stessi ma per colui che è morto e resuscitato per loro… Se abbiamo conosciuto Cristo secondo la carne, ora non lo conosciamo più così. Se uno è in Cristo è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate. Ne sono nate di nuove”. (2 Cor 5, 14 ss.).

Oggi deve essere il giorno del nostro amore. Lasciamoci spingere, incalzare, trasportare dall’amore. Dobbiamo riservare su di Lui tutta la capacità del nostro amore.

Nessuno mai imiti Giuda, il denigratore del grande, immenso, infinito Amore.

Voglio amarti intensamente, Gesù, Figlio di Dio! Fa’ che io ti senta, ti conosca, ti ami!

(don Nicola Giordano – “Gloriarsi in Cristo con Paolo – Cammino Quaresimale; Edizioni VivereIn, 2009)

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