Proclamerò, Signore, la tua salvezza.
Dopo Betania l’evangelista Giovanni si sofferma su un altro episodio avvenuto in Gerusalemme pochi giorni prima della festa di Pasqua e quindi prima della morte di Gesù. “Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa, c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli chiesero: Signore, vogliamo vedere Gesù. Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose: È giunta l’ora che sia glorificato il Figlio dell’uomo…” (Giovanni 12,20-23).
Dobbiamo essere certi che la passione e morte di Gesù chiama a conversione tutti i popoli e diffonde su tutti la salvezza. Non bisogna mai stancarsi, come faceva l’apostolo Paolo, di annunciare Cristo e Cristo crocifisso. Non c’è altro nome che possa salvare l’umanità intera. Il fascino del crocifisso non è diminuito. Mancano apostoli capaci di portare a Gesù quanti lo cercano. Bisogna portare tutti a colui che è il centro della vita e della salvezza.
Quanti guarderanno colui che sta appeso sull’albero della vita, saranno salvi.
Mio Dio, che pendi dalla croce crocifisso Signore, chiamami con il tuo amore ed io verrò con i miei fratelli a lodare il tuo infinito amore.










