Dispensatrice del Pane e del Vino
Nella ricorrenza della Pasqua Gesù, riunito nel Cenacolo con i suoi discepoli, e certamente con Maria la Madre, porta a compimento l’opera affidatagli dal Padre.
È il miracolo più grande. È l’evento eccelso. È il mistero più vivificante. Chiunque mangia quel Pane e beve quel Vino può veramente dire: «Non sono io che vivo, è Cristo che vive in me» (Gal 2, 20).
Anche se gli Evangelisti non ne parlano, torniamo a rivolgere la nostra attenzione su Gesù e Maria. Vorremmo poter capire e descrivere i sentimenti che loro due si trasmisero durante quella cena e, soprattutto, nel momento in cui Gesù invitò a mangiare il suo Corpo e a bere il suo Sangue.
Vorremmo fissare il nostro cuore, scrutare particolarmente la Madre. Un sussulto di emozione, di gioia avrà attraversato il suo spirito. Fu anche per Lei grande meraviglia e stupore e, lo pensiamo con personale convinzione, anche la Madre ricevette e mangiò e bevve e si adoperò per passare il calice a tutti e offrire il Pane-Corpo del Figlio suo. Proprio lei, la Madre che aveva donato il corpo e il sangue al Figlio quando si compì il mistero della incarnazione.
Cara e santa Madre,
nel ringraziare il tuo Figlio per il dono
del suo Corpo e del suo Sangue
vogliamo ringraziare anche te
perché, anche per merito tuo,
possiamo gustare le delizie di quel Pane e quel Vino
e amare il mistero con il tuo stesso amore.










