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Quaresima 2013
Il cammino di
«Configurazione a Cristo»

a cura di Nicola Giordano

Al fine di vivere bene il tempo quaresimale che ci conduce alla piena conformità a Gesù secondo la previsione e predestinazione di Dio, il sommo Bene, cercheremo di lasciarci guidare da grandi maestri. Proporremo dei testi che meritano grande studio e singolare applicazione.
Sempre uniti nella preghiera


 
I) ENTRARE IN UNA STORIA DI VITA CHE PRELUDIA LA “CONFIGURAZIONE”

Teniamo fissi gli occhi sul sangue di Cristo, 
    per comprendere quanto sia prezioso
    davanti a Dio suo Padre:
    fu versato per la nostra salvezza e portò al mondo intero
    la grazia della penitenza.

Passiamo in rassegna tutte le epoche del mondo
e constateremo come in ogni generazione 
il Signore abbia concesso modo e tempo di pentirsi 
a tutti coloro che furono disposti a ritornare a lui.

                              Noè
fu l’araldo della penitenza
                              e coloro che lo ascoltarono furono salvi.
                              Giona predicò la rovina ai Niniviti
                              e questi, espiando i loro peccati,
                              placarono Dio con le preghiere e conseguirono la salvezza.

Eppure non appartenevano al popolo di Dio.
Non mancarono mai ministri della grazia divina che,
ispirati dallo Spirito Santo, predicassero la penitenza. 

Lo stesso Signore di tutte le cose

A) parlò della penitenza
impegnandosi con giuramento: 

           Com’è vero ch’io vivo — oracolo del Signore —
           non godo della morte del peccatore, 
           ma piuttosto della sua penitenza.

B) Aggiunse parole piene di bontà:

           Allontànati, o casa di Israele, dai tuoi peccati.
          Dì ai figli del mio popolo:
          “Anche se i vostri peccati dalla terra arrivassero a toccare il cielo, 
          fossero più rossi dello scarlatto 
          e più neri del silicio,
          basta che vi convertiate di tutto cuore
          e mi chiamate «Padre»,
          Io vi tratterò come un popolo santo
          ed esaudirò la vostra preghiera”.

C) Volendo far godere i beni della conversione a quelli che ama,
pose la sua volontà onnipotente a sigillo della sua parola.


II) ESORTAZIONI FRATERNE

* Obbediamo alla sua magnifica e gloriosa volontà.
* Prostriamoci davanti al Signore
* Supplichiamolo di essere misericordioso e benigno.
* Convertiamoci sinceramente al suo amore.
* Ripudiamo ogni opera di male, ogni specie di discordia, e gelosia, causa di morte.
* Siamo dunque umili di spirito, o fratelli.
* Rigettiamo ogni sciocca vanteria, la superbia, il folle orgoglio, la collera.
* Mettiamo in pratica ciò che sta scritto.

Dice, lo Spirito Santo:

          Non si vanti il saggio della sua saggezza,
          né il forte della sua forza, 
         
né il ricco delle sue ricchezze,
          ma chi vuol gloriarsi
          si vanti nel Signore,
          ricercandolo
          e praticando il diritto e la giustizia (cfr. Ger 9, 23-24; 1 Cor 1, 31, ecc.). 

* Ricordiamo soprattutto le parole del Signore Gesù
quando esortava alla mitezza e alla pazienza:

          Siate misericordiosi per ottenere misericordia;
          perdonate, perché anche a voi sia perdonato;
          come trattate gli altri, così sarete trattati anche voi;
          donate e sarete ricambiati;
          non giudicate, e non sarete giudicati;
          siate benevoli, e sperimenterete la benevolenza;
          con la medesima misura con cui avrete misurato gli altri,
          sarete misurati anche voi (cfr. Mt 5, 7; 6, 14; 7, 1. 2. 12 ecc.).


III) UNA MORMA PRATICA DI VITA

Stiamo saldi in questa linea
aderiamo a questi comandamenti.
Camminiamo sempre con tutta umiltà nell’obbedienza alle sante parole. 

Dice infatti un testo sacro:

          Su chi si posa il mio sguardo
          se non su chi è umile e pacifico e teme le mie parole? (cfr. Is 66, 2).

Corriamo verso la meta della pace, preparata per noi fin da principio.
Fissiamo fermamente lo sguardo sul Padre e Creatore di tutto il mondo.
Aspiriamo vivamente ai suoi doni meravigliosi e ai suoi benefici incomparabili.

San Clemente I, papa
Dalla Lettera ai Corinzi
(Cap. 7, 4-83; 8, 5-9, 1; 13, 1-4; 19, 2)

 

 

 

 

 

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