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Terza Settimana di Quaresima 2012

L’ABITO DELL’AMABILITÀ

In nessun Paese esiste un posto dove si può comprare l’Abito dell’amabilità. Non si tratta di un vestito materiale ma di un abito: una prerogativa propria dell’uomo.
C’è la possibilità di incontrare una persona amabile anche con un vestito sporco, così come si può incontrare una persona orgogliosa ed insopportabile che sa presentarsi con vestiti finemente cuciti con inganno, furbizia, malignità.
Nel Salmo 45, ad ogni persona, povera o ricca, piccola o grande, viene proposto di rivestirsi di abiti eleganti intessuti d’oro, con preziosi ricami.

Nel nostro cammino quaresimale fino ad oggi abbiamo cercato di indossare l’abito di lino puro e l’abito del sorriso. Oggi vogliamo indossare l’Abito dell’amabilità.
Gesù indossava una tunica unica senza cuciture e rattoppi. Alla sua morte i soldati se la contesero tirandola a sorte. Sarebbe bello se tutti i cristiani tirassero a sorte, per appropriarsene, l’Abito dell’amabilità appartenuto a Gesù, il Figlio di Dio, nato da Maria, la vergine Madre.

L’Abito dell’amabilità indossato da Gesù era quello confezionato dal Padre che, per natura, è il Sommo Bene, infinitamente amabile e misericordioso. Lo stesso abito, indossato da Gesù, era quello che l’amabile Madre Maria aveva adattato sulle misure umane del Figlio suo Gesù. Si distingueva per due prerogative, profumo di grazia, candore di vita: mitezza e umiltà. Egli invitava ed esortava tutti coloro che fossero stanchi ad andare da Lui. A tutti prometteva conforto e consolazione.

L’Abito dell’amabilità rende ogni persona simpatica, gentile, cortese. È l’Abito sempre profumato che si manifesta nel sorriso verso tutti.
Di Gesù gli Evangelisti hanno scritto che le folle lo seguivano trascurando anche di mangiare e che tutti lo cercavano mossi dal desiderio di toccare anche soltanto un lembo del suo “vestito”. Gesù indossava sempre l’Abito dell’amabilità. Anche i bambini accorrevano da Lui e godevano quando li accarezzava.

L’Abito dell’amabilità è molto prezioso.
Ci rende belli, profumati, eleganti.
Chiunque indossa quest’abito non viene mai rigettato dagli uomini. Diventa “persona cara a Dio” che, chinandosi sulla terra, vuole scoprire nel volto di ogni persona il volto del Figlio, Gesù, e il volto della Madre, Maria, la prediletta tra tutte le donne, la Sposa dello Spirito.

Sulla confezione dell’Abito dell’amabilità si legge: “Abito elegantissimo, da festa, per chi ha le stesse misure di Gesù e vuole incarnare le sue qualità”
(cfr. Paolo ai Filippesi 2,5).
Non è in svendita.
Il Venditore è disposto a regalarlo a quanti vogliono indossarlo e portarlo con dignità.

La preziosità dell’Abito, da usare quotidianamente, richiede che sia sempre:

* Luminoso per pensare come Gesù.
Mai nessun inganno fu trovato nel suo cuore e nessuna menzogna fu pronunziata dalle sue labbra.

* Caldo per amare come Gesù.
Ha fatto di ogni uomo un fratello ed un erede.

* Trasparente per parlare come Gesù.
Ha insegnato la legge dell’amore partecipativo ed universale.

* Finissimo per pregare come Gesù.
Giungere all’intimità profonda col Padre e con piccoli e grandi, peccatori e santi, ricchi e poveri.

 d. Nicola Giordano

 

    What     The dress of friendliness

        Siège     Le Vêtement de l’amabilité

            El vestido de la amabilidad

 

 

 

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