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Quale nome
dare al mistero?


Lindagine filosofica antica e moderna riguarda sempre la conoscenza e la scoperta del mistero dell’esistenza dell’universo e in particolare della storia umana. Continuano le ricerche da parte di eminenti scienziati ma non si spegne nel cuore e nella mente anche dei piccoli il desiderio di conoscere l’inizio. La domanda comune riguarda il “prima”. Prima cosa c’era e chi c’era? E se devo credere che Dio ha creato il mondo, è lecito domandarsi: Prima cosa c’era?

Forse la speranza più profonda nella mente di tutti gli uomini, dal più piccolo al più grande, è quella del capire e incontrare quel “prima” da cui tutto deriva e dipende. Si potrebbe sperare di comprendere e amare il mistero nel quale ogni uomo naviga.

La speranza che deve alimentare l’uomo è quella dell’incontrare quel “prima” nel quale sono riposti tutti i segreti del vivere umano. In tal senso non si può più parlare di speranze. Si dovrebbe parlare di una sola speranza perché raggiunto l’inizio o l’origine o la causa primordiale dalla quale tutto procede, ogni uomo potrà trovare la vera “speranza” che non procede dal kaos ma dall’ordine essenziale che ha in se stesso la potenzialità ad estendersi e a diffondersi in tante immagini che, diversificandosi, offrono l’impareggiabile, l’indescrivibile e l’inimmaginabile mondo dell’infinito sempre bello e buono.

La speranza viene dal Logos che proprio nella sua immensità contiene e garantisce il prolificare della speranza. Dal positivo non sorge il negativo alla pari come dal kaos non può sorgere la speranza. Avrei lasciato nel kaos me stesso e mi sarei lasciato trascinare e cullare dalla illusione che il mio disordine si sarebbe trasformato in bellezza e ordine. Al kaos manca la capacità genetica e non potrò mai invocarlo come padre o amico o fratello.

Mentre continuo a vivere aspetto sempre il vento che porti via le foglie secche e il sole che alimenta le gemme che si preparano a produrre nuovi frutti. Più del vento e del sole aspetto di incontrare quel Logos che è immensità inesauribile.

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