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Il satanismo

Non si riesce a capire il motivo della diffusione della droga. Giustamente si condannano gli spacciatori per i quali lo Stato propone leggi severe. La stoltezza più grande è quella commessa non dagli spacciatori ma dai fruitori. È evidente che una merce che non si vende rimane rinchiusa nei depositi, a marcire. Se ci sono molti spacciatori è evidente che ci sono molti consumatori.

La condanna più grande andrebbe rivolta contro i consumatori che non meritano nessuna clemenza. Eppure lo Stato si prende cura di questa piaga pagando per curare i malcapitati.

Lo spacciatore può avere una giustificazione, alla pari di chi conduce un’azienda e vuole guadagnare. Ma il consumatore non merita nessuna comprensione: si illude di speranze inutili e dannose. È da paragonarsi ad una persona che consapevolmente commette un reato. Il peggiore reato perché danneggia se stesso, il suo corpo, la sua anima. È giusto punire lo spacciatore ma è molto più urgente impedire che il consumatore si faccia del male. Verrebbe voglia di dire che chi intende puntare un’arma contro se stesso lo faccia, senza che alcuno provi compassione per il folle gesto fatto.

Occorrerebbe curare la stoltezza di colui che si droga anche perché si sta diffondendo la strana diceria di chi intende condannare Satana ritenendolo autore di tanto male. Che Satana sia il nemico dell’uomo, siamo certi. Non gli si attribuiscano dei poteri che non ha. Dio non l’abbiamo mai visto, ma l’abbiamo incontrato come Principio e Fonte del bene e come Padre che vuole la conversione del peccatore. L’ammalato, qualsiasi ammalato, dovrebbe trovare la forza di rivolgersi al medico. Si cerchi di educare il consumatore a sapersi nutrire di quella “sublime droga” che è l’onestà e la laboriosità.

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