Chiudiamo le chiese
Apriamo le moschee
Non è il nostro un invito. Non è il voler puntare il dito contro qualcuno. Non ci piace la lotta e siamo contrari alla guerra. Solo gli incivili litigano. È forse un ammonimento verso quanti non hanno messo le palizzate alle proprie dimore o non hanno più fede nelle loro passate certezze.
Per un certo tempo i contadini si organizzarono per occupare e difendere la piccola proprietà privata. Cera il latifondismo nei campi e nelle case. Oggi cè il latifondismo delle idee sovversive contro ogni moralità. Il buono diventa uno sciocco. Il giusto diventa un cretino. Lonesto diventa un fesso. È imperante il principio e il valore delle svendite. Cè uno sconto per ogni oggetto in vendita. Spesso lo sconto è un inganno. Ma lo sconto cè e viene ricercato con interesse. Non mancano di quelli che spendono e consumano di più.
Cresce la famiglia dei delusi.
Cè la svendita anche nella religione. Gli ambienti gloriosi di un tempo sono diventati sale bene addobbate per feste e ricorrenze varie: i matrimoni, le prime comunioni, le ricorrenze, i pellegrinaggi, i raduni diventano punti di incontro, occasioni per far festa. Si dice che occorre incrementare il nuovo.
Un tempo, profanando le porte delle chiese alcuni scrivevano: Meno chiese, più case. Oggi queste scritte non hanno più senso. Sono scomparse perché le nuove scritte sono diventate più moderne. Le chiese sono ormai svalutate. Le case vengono profanate. Cè il rischio che le chiese vengano svendute. Già molte case costruite e gestite come dimore supportate dai principi cristiani sono state vendute. Sono sorti i ristoranti e sono sorti anche ordini religiosi con finalità alberghiera o pizzaiola. Interi monasteri sono diventati alberghi ad uso comune.
Costruiamo le moschee. È già diventato uso e prassi comune. I crocifissi danno fastidio. Ma non mancano i sostenitori del presunto dialogo ecumenico che silenziosamente affermano: costruiamo le moschee nellatmosfera dellunico vero Dio, in piena concordia con tutti i fratelli maggiori e minori. Nel contempo il Cristo morto e risorto, lunico Salvatore del mondo intero, è stato ignorato e la sua condanna continua anche con la complicità dei suoi che continuano a rinnegarlo e tradirlo.
I Sacramenti sono diventati riti da consuetudine festaiola. I campanellini ritornano a squillare durante alcune celebrazioni. Gli scismatici, già condannati, tornano a dettare legge. Quale il domani per la Chiesa di Cristo? Quando inesorabilmente il tarlo avrà distrutto le cornici la vera immagine trionferà. Il Risorto, non ancora amato, ci precede.
Nicola Giordano