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Cara Eluana

Chi ti scrive, e siamo tanti,
siamo convinti che non potrai leggerci mentre vivi nelle condizioni che ci vengono descritte dai vari giornali.
Chi ti scrive, e siamo in tanti, non potremo mai incontrarti personalmente perché non ce lo consentirebbero per mille ragioni anche di indole pratica.
Chi ti scrive, e siamo in tanti, vorremmo farti arrivare un saluto affettuoso, sincero e premuroso. Crediamo nella bontà e soprattutto nella solidarietà nei momenti più difficili della vita. Le belle parole non ci dicono nulla ma sono molto eloquenti quei sentimenti che si trasmettono senza che riusciamo a capire il sistema di trasmissione.
È certo che ci sentiamo uniti a te con un forte legame di comunione vitale.
Ci dispiace per dove sei e come vivi. Spesso ci viene proposta la tua immagine, in foto, bellissima. Vogliamo dirti che sei veramente bellissima come già eri. La bellezza è quel valore che non svanisce col tempo. Sei bellissima nel tuo essere anche se, fortunatamente, non potrai mai partecipare ad un concorso di bellezza femminile. Questo non ci dispiace anche perché quegli spettacoli imbrattano la autentica bellezza. Nessuno né di persona né attraverso la Televisione, a livello locale o regionale o nazionale e, chissà, anche a livello mondiale, potrà ammirare il tuo bel corpo, da aspirante miss, e assistere alle tue apparizioni. Questo non ci dispiace perché non sei persona mercificata. Fortunatamente neppure noi potremmo, oggi, applaudire per te, per la tua bellezza, per la tua intelligenza e congratularci per le nuove prospettive di successo nella vita. Fortunatamente, perché anche con te aspirante miss, tutta lustrata a festa, avremmo spento il televisore, non avremmo più letto le notizie sui giornali, non avremmo comprato un poster da affiggere sui nostri muri. Quei poster, come quelle veline, il vento e la pioggia li portano via!

Oggi, invece, ti ammiriamo senza conoscerti e, se in qualche modo tu godi di una percezione di intelligenza che non è legata alla formosità del suo corpo, ti esprimiamo tutto il nostro affetto non compassionevole, ma veramente fraterno. È come se fossi una di noi. È come se fossi più che amica e sorella. Ci appartieni per quello che sei oggi e per come oggi vivi. Ti vogliamo un mondo di bene anche per quello che ci rappresenti. Perché ci rappresenti la vita mentre alcuni pensano che vivi inutilmente e, stranamente, qualcuno potrebbe dire: “Basta”. Alla vita non si deve mai dire: “Basta”. Ed anche quando qualcuno dice o fa dire: “Basta” la Vita non ascolta quelle grida forsennate.
Sappiamo che, forse, qualcuno si è stancato di te, non perché non ti ami ma, stando a quello che ci viene detto, perché vorrebbe forse alleviarti certe sofferenze. C’è chi addirittura vorrebbe anche scrivere la parola fine sulla tua esistenza.

Chi ti scrive, e siamo tanti, siamo convinti che tu non sei una pellicola cinematografica sulla quale si scrive la parola fine quando cessa lo spettacolo. Né sei una pagina del calendario che si può stracciare quando il giorno è passato. Su di te e per te, nessuno mai potrà scrivere la parola fine perché non cessa mai l’esistenza umana soprattutto se chi l’ha vissuta non si è macchiato di nefandezze.

Potremmo anche pensare, noi che ti scriviamo, di scrivere la parola fine sui mafiosi, sui delinquenti, sugli impostori e sugli artefici di danni sull’intera umanità. Non si scriverà mai la parola fine su di te e non soltanto perché tu rappresenti un evento storico particolare ma perché tu sei Eluana: un progetto, e chi ti scrive, e siamo tanti, crediamo anche se non riusciamo, oggi, a capire e ad accettare perché non riusciamo a comprendere il valore ed il significato di quel tuo particolare modo di essere, oggi. Ci interessa il tuo oggi. Del tuo passato e del tuo futuro non sappiamo pensare né filosofare.

Non rassegnarti a morire, Eluana. Continua a rimanere per tutti esempio di vita senza trionfalismi. E, se qualcuno dovesse consentire, arbitrariamente, che tu muoia, sii certa che chi ti scrive, e siamo tanti, con grande consapevolezza e con singolare fermezza ti diciamo: se anche quest’uno dovesse essere un giudice, gli diremo che non può assolutamente emanare questa sentenza in nome della Vita che è superiore al suo vivere ed agire. Non avremmo timore nel dichiararlo ignobile.

Chi ti scrive, e siamo tanti, crediamo nel tuo vivere, Eluana. Se poi un giorno qualcuno dovesse sopprimerti, ti ricorderemo fra le categorie di quelli che vengono proclamati eroi o santi quando hanno vissuto con coraggio e in un silenzio apparentemente inutile.
 

Nicola Giordano
(da “Vivere In”, anno XXXVI - n. 4)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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