Non cè modo più cortese per dichiararsi fraternamente il proprio affetto e la propria stima del dirsi: Auguri. Sembra una forma di cortesia usuale, scontata e, forse, generica. In più momenti ed in diverse occasioni si ripete a chiunque, la solita parola forse senza neppure rendersi conto di cosa si dice. Ma, per fortuna, ci sono tante persone che, quando dicono a qualcuno Auguri, esprimono gentilezza, stima, venerazione, amicizia, affetto. Vorremmo che, mentre anche noi diciamo auguri fossimo certi della nostra sincera stima ed affetto verso tutti.
Ogni uomo merita tanta stima. Anche lo sconosciuto o il lontano o il diverso.
È strano, infatti, che quando ci poniamo a pensare agli altri, o a qualcuno in particolare, a volte lo sentiamo o lo giudichiamo diverso. Diverso da chi e perché? Se siamo tutti uomini, se abbiamo tutti le caratteristiche proprie della natura umana, se, soprattutto, siamo tutti dotati di intelligenza, di volontà e libertà, perché mai pensiamo che qualcuno sia diverso? Non è la statura corporea, o la forma cranica, o il setto nasale, o la forma degli occhi, o il colore della pelle che fa la differenza o la diversità nelluomo. Ciò che per noi fa la diversità o la differenza, nelluomo e tra gli uomini, è il modo di essere e di comportarsi. Il buono e il cattivo non sono uguali. Sono uguali il ricco ed il povero, il Papa e il netturbino, il Presidente della repubblica e lammalato terminale. Ma, forse, lultimo è sempre il migliore, secondo il giudizio divino.
La differenza, per noi, sta in quelle qualità che ogni uomo dovrebbe possedere e dovrebbe attuare. È per questo motivo che vorremmo far giungere i nostri auguri a tutti gli uomini. Vorremmo che giungessero soprattutto a quelle persone che si sentono inferiori o che vengono giudicati tali in base a delle valutazioni che riguardano lo stato sociale o le condizioni di vita.
Vorremmo che i nostri auguri giungessero a tutti coloro che si sentono o sono veramente poveri, a tutti coloro che non ricevono mai un saluto, un augurio, un gesto di affetto, di stima, di amicizia. È difficile, infatti, che qualcuno dica auguri al pezzente che si incontra per la strada e che tende la mano per chiedere lelemosina. È difficile che si dica auguri alluomo dagli abiti sporchi o dalla barba incolta, alla donna scarnita in volto e senza più ideali.
Che strano! Gli auguri li facciamo a quelle persone che non hanno bisogno dei nostri auguri perché sono ricche o belle o stanno bene in salute o sono importanti. Noi continuiamo a mandare i nostri auguri alle persone influenti, a coloro che ci hanno fatto del bene o a coloro da cui ci aspettiamo favori, protezione, attenzione.
Non chiudiamo lorizzonte degli auguri. Tutti abbiamo bisogno di ritrovare gioia, interesse, serenità, pace. Tutti viviamo con la segreta speranza che ogni giorno sia migliore, che gli anni che verranno portino un pizzico di felicità in più. Ma gli auguri più belli siano quelli diretti ai i nostri cuori e alle nostre menti. Siano gli auguri di chi vorrebbe annullare le distanze tra gli uomini e vorrebbe adoperarsi per fare ristabilire la pace vera tra tutti. Siano gli auguri perché si riscopra e si ami il dono della vita. Siano gli auguri perché tutti gli uomini, ovunque vivano, si convincano che nessuno è artefice e arbitro della sua propria esistenza e che cè Qualcuno che ha immesso nel cuore di tutti il vero anelito verso la pace, la concordia, la giustizia, la fraternità, lamore. Il nostro augurio è che tutti, insieme, riscopriamo il divino che vive in noi.
Nicola Giordano