Non è più il caso di meravigliarsi della persecuzione contro la Chiesa e i Cristiani. È storia di ieri e di oggi. Una storia sciocca, assurda, penosa ma è una storia che si trascina da secoli, con stili diversi ma con identiche finalità: infangare e sopprimere.
Il fondatore della Chiesa, Gesù di Nazareth, uomo eccellente in parole ed in opere, come i suoi oppositori lo definirono, lo aveva predetto: Come hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi. E aveva aggiunto: Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così hanno perseguitato i profeti prima di voi.
Ci troviamo di fronte ad un annunzio che si verifica da sempre ed in ogni parte del mondo. Si fa a gara ad impallinare la Chiesa come al tiro a segno dei grandi e chiassosi giochi di piazza.
Il gioco della piazza, spesso assurda e stupida, non ci preoccupa, anche perché non vale la pena di dare importanza agli sprovveduti o anche ignari della verità. Ci preoccupa, invece, lo stile dellimpallinare la Chiesa da parte di sedicenti uomini di cultura, politici, giudici e, soprattutto, giornalisti.
Ogni persona è dotata di scienza e coscienza. Ogni persona ha la facoltà di vedere, osservare, giudicare, condannare ed anche premiare chiunque operi nella vita ordinaria. Un giornalista deve pur scrivere i suoi articoli. Un giudice deve pur emettere le sue sentenze. Un politico deve pur combattere perché le sue proposte vengano accettate. Ma non è sempre vero che politici, giudici e giornalisti abbiano ragione e soprattutto non è assolutamente giusto che un episodio negativo debba ricadere a danno di una società e di una comunità.
La Chiesa, ne siamo certi, è una istituzione divina affidata a uomini. Ogni uomo non è perfetto né impeccabile. Si dice che errare humanum est e Gesù, il fondatore della Chiesa, anche nella consapevolezza delle miserie umane, disse: Chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra. Giustamente! Saremmo curiosi di vedere quanti sono coloro che prontamente si scagliano contro la pagliuzza presente nellocchio del fratello senza mai vergognarsi o preoccuparsi della trave presente nel proprio occhio.
Ciò che non condividiamo e riteniamo sia una cosa indecorosa, è la moda emergente, con frequenza immediata e con toni di pseudo ipocrita moralismo, di impallinare la Chiesa per delitti inesistenti o, se anche lo fossero, con ingrandimento di episodi che suscitano la curiosità scandalistica.
In Italia, purtroppo, con chiara responsabilità di talune testate giornalistiche, le più ricche e le più arroganti, è ormai partita lazione dellimpallinare la Chiesa in tutte le sue Diocesi. Si guardi Firenze, Brescia, Lecce e tante altre. Vengono denunziati episodi inesistenti o creati ad arte con falsi e corrotti denigratori i quali poi speculano anche con mire ed intenti finanziari. Ha fatto epoca la storia di alcune Chiese che hanno dovuto spogliarsi di tutto per riparare dei danni o, meglio, per pagare i registi dellinfamia.
Ai cristiani ancora rimasti fermamente credenti e convinti della sublimità del messaggio cristiano e della rettitudine dei loro pastori rivolgiamo la esortazione a fare da corazza che respinga i pallini di piombo caricati dai moderni ideologi dissacranti.
Aggiungiamo una domanda a tali presuntuosi uomini che maneggiano il potere nei mezzi di comunicazione con i lauti finanziamenti statali: A chi e a che cosa giova divulgare una notizia scandalosa?. Ma ormai questa è la prassi di un vivere da stupidi, impostori e vigliacchi.
N.G.