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PACE O PACIFISMO?
Nelle moderne tendenze ideologiche ritorna da più parti linvito e lesortazione a dare valore al dialogo pacifista, socialmente impegnato, che parte da una dottrina antropologica ammiccante verso le correnti demagogiche di una sinistra ancora nostalgicamente marxista e materialista. Anche in seno alla Chiesa prolificano pensatori che farebbero a meno di tutta la dottrina cristiana e, specialmente, di quella che riguarda la fede e la morale. Se, per caso, qualcuno si ricorda o, peggio, se richiama losservanza dei comandamenti viene beffeggiato. Tendenza comune di tutte le antiche civiltà era quella di ritenere investito di dignità sacra chiunque fosse chiamato a governare un popolo o una nazione. Oggi, invece, molti capi di Nazioni si gloriano nel dichiararsi atei anche se poi non trascurano di adempiere osservanze di ordine diplomatico. Se si osa parlare del Dio creatore, si potrebbe essere addirittura esclusi dai progetti formativi ed educativi, come si deduce dalla recente risoluzione 1580 del 27 ottobre 2007 da parte dellAssemblea parlamentare del Concilio Europeo, dove viene affermato che parlare del Dio Creatore significa andare contro i moderni sistemi educativi e, di conseguenza, contro le moderne democrazie. La persecuzione religiosa si fa sempre più incalzante e lesaltazione totale dellateismo è più che evidente. Da queste premesse si potrebbe dedurre che non ci sarà pace ma martirio. È una lotta diabolica. Cè il Satana, con differenti abiti sgargianti e con lingue diverse, non tollera la presenza di Cristo nella pienezza del suo insegnamento. Il potere delle tenebre finirebbe se tutta la vita umana fosse rischiarata dalla Luce che è il Cristo. Nonostante le interminabili e sanguinose opposizioni ci conforta la realtà storica che la Spagna martire, ieri ed oggi, durante il governo di Zapatero chiaramente ostile ai principi cristiani, è uscita recentemente incoronata dalla schiera dei numerosissimi suoi martiri.
N. G.
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