Scandalo o sapienza?
Quando la Croce viene capita o disprezzata
Non ci meravigliamo se dopo duemila anni la Croce viene disprezzata. Da sempre è stata ritenuta come scandalo e come stoltezza. Lo affermava lapostolo Paolo nella sua prima lettera scritta per i cristiani della ancora giovane Chiesa di Corinto tra il 52 e il 57 dopo Cristo. Per i Giudei, che formavano nella città di Corinto una comunità molto numerosa, come anche per i pagani presenti nella stessa città di Corinto la Croce e la morte significavano una disfatta ed erano il simbolo di una condanna infamante.
La opposizione moderna contro la Croce consiste nella non accettazione dellideale che la Croce esprime e nel rifiuto della Persona inchiodata sulla Croce. Coloro che vogliono togliere il crocifisso vogliono abbattere lideale cristiano che ha come autore Gesù Cristo. Contro la sua storicità e contro quanto è stato detto e scritto di Lui da duemila anni si stanno accanendo molti. Fossero soltanto i musulmani, li capiremmo, ma non possiamo accettare che ne sparlino teologi, filosofi, giornalisti presuntuosi ed arroganti. Non meritano che facciamo i loro nomi. È sufficiente, perciò, definirli presuntuosi ed arroganti. Si sa bene che la presunzione è frutto di ignoranza e larroganza è frutto di malvagità danimo. Cè qualcosa che li turba interiormente. Quelluomo della Croce è troppo scomodo. È opportuno rileggere la testimonianza riportata dal Vangelo di Matteo e attribuita alla moglie di Pilato. Scrive Matteo: Mentre egli (Pilato) sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto; perché oggi fui molto turbata in sogno, per causa sua».
È vero! Lideale cristiano, luomo Cristo, il Figlio di Dio, nato dalla Vergine Maria, venuto sulla terra per redimere lumanità intera, per donare alluomo dignità divina e, di conseguenza, per combattere il potere delle tenebre, toglie il sonno. Non è un uomo comodo. Anche se va a mangiare con i peccatori e perdona le prostitute è lunico che non accetta compromessi e non tollera gli inganni. Linfamia, la ingiustizia, lipocrisia, la immoralità, le seduzioni, le disonestà non appartengono al suo ideale e non trovano posto nella forma di vita che Egli propone. Lideale cristiano non è una forma di vita angelicata o da bigotti istupiditi. La vita cristiana comporta ed esige una concretezza vitale che diventi un modo proprio di essere, di vivere, di agire e si attui con dignità elevatissima, apparentemente irraggiungibile, che ha come unico parametro lessere come Dio.
Luomo Gesù era molto scomodo ai suoi tempi. Lo è ancora oggi e lo sarà sempre. Per questo viene odiato e su di Lui, nel tentativo di abbatterlo, gli ignavi e gli sprovveduti indirizzano tutti gli strali della loro malignità. Sono menzogne, calunnie, false teorie. Infami bestemmie!
Luomo della Croce, dal canto suo, esige che luomo sia e viva e si comporti come autentico Dio. Dimensione che solamente pochi riescono a vivere e ad incarnare pienamente. Il cristianesimo non è una setta, non è un partito, non è una dottrina sovversiva. È una nobile dimensione di vita che richiede impegno serio, profondo, continuato da incarnare nella quotidianità della vita che si vive per strada e da esplicare in tutti i rapporti umano-sociali.
Stando allinsegnamento di Gesù ogni cristiano deve essere come il pizzico di sale che preserva e dà sapore, come la porzione di lievito che fa fermentare la massa, come la lanterna che deve essere posta in alto per illuminare la casa, come loperaio che non si concede tregue, come la sentinella sempre vigile e capace di promuovere il bene quandanche spuntasse da lontano.
Dallinsegnamento della Croce non deduciamo la possibilità di mandare qualcuno al rogo come eretico. Impariamo che solo i forti possono raggiungere e concretizzare lideale. Quegli altri bisogna compatirli o sopportarli o perché ignoranti o perché incapaci o perché impotenti. Ma non bisogna mai abbassare la fronte dinanzi alle loro stoltezze ed infamie.
N.G.