E si sentì una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto». Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto e vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano. Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo (Mc 1, 11-15).
Il nostro impegno quaresimale assume la connotazione della configurazione a Gesù, che si presenta come lamico e lo Sposo della nostra umanità. Ideale sublime è quello del poter giungere a totale identità con il prediletto del Padre, Gesù. Il Padre ci ha esortati ad ascoltare Gesù, nostro Maestro e Modello eccellente di vita.
Il Vangelo è il testo che ci fa incontrare con la persona di Gesù, il Logos sul quale dobbiamo sempre configurarci. Levangelista Matteo ci presenta Gesù come il Figlio diletto del Padre, colui nel quale il Padre ha posto il suo compiacimento. Gesù è il Maestro, che ci invita a conversione, a totale configurazione a Lui. Ci piacerebbe sentirci proclamare il compiacimento del Padre.
Non dimentichiamo che Gesù, prima di affrontare il cammino finale della sua vita su questa terra, chiese al Padre di giungere alla piena conformità con tutti gli uomini, sulla stessa dimensione della conformità raggiunta da Lui con il Padre. Che tutti quelli che tu mi hai dato siano una sola cosa come tu ed io siamo uno.
Il cammino quaresimale ci presenta un cammino di compiacimento con Gesù, nostro vero Amico e unico Maestro e col Padre suo.
Occorre che miriamo a questa dimensione di compiacimento.
Rimane in noi la consapevolezza che siamo piccoli e poveri, come cenere. Non possiamo contare sulle nostre forze. Il Padre ci vuole configurati al Figlio. Noi dovremmo mirare a raggiungere la piena identità con Gesù ricordando quello che ha scritto lapostolo Paolo: Sì, sono io che vivo, ma non sono io che vivo perché è Cristo che vive in me.
Ideale sublime è giungere alla perfetta identità con Gesù, il Figlio di Dio, venuto nel mondo come Luce che illumina tutti gli uomini.
Questa è la fede, questa è la conversione di cui ci parla levangelista Marco.
Nicola Giordano