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Sabato Santo

Il cammino verso
la nuova società
dove il Risorto è vivo

(Edificare nuove case per uomini nuovi)

 

Tutto quello che si può definire nuovo diventa preludio di speranza e di gioia. Quando dalla speranza si passa alla certezza, la gioia diventa dono prezioso che rianima e conforta ogni vivente.

Questo per ogni uomo è o dovrebbe essere il giorno della Risurrezione quando si celebra la sconfitta della morte, estremo male che travolge l’intera esistenza. Non è il giorno nuovo ma lo ricordiamo come il grande giorno nuovo che coincide con la Risurrezione di Gesù.

Se pensiamo al giorno della morte di Gesù mille pensieri si affacciano alla nostra mente rivivendo le scene della crocifissione. Non vogliamo soffermarci sulle scene di dolore. Amiamo le scene di amore perché soltanto così possiamo comprendere la gioia immensa di questo giorno.

Fu vero dramma nella storia degli uomini! Fu immensa gioia nella storia divina. Quel giorno, preannunziato da Isaia più di sette secoli prima, fu il giorno della grande esplosione di gioia nel regno di Dio. Il Padre onnipotente e santo, aveva fin dalle antiche origini dell’universo, prestabilito il compiersi della grande gioia quando avrebbe dato compimento alla “umanizzazione” del Logos in Maria, la Vergine. Il Figlio, al compiersi della data, disse al Padre: “Dammi l’eredità che mi spetta”. Fu l’eredità dell’amore immenso che il Figlio aveva saputo conquistarsi pagando tutto, abbon­dantemente col suo corpo immolato e col suo sangue versato.

Quel figlio che un giorno aveva chiesto al Padre la parte di sua eredità e che poi consumò tutto vivendo dissolutamente, ricevette la “risurrezione” dal Logos immolatosi sulla croce.

Un giorno Gesù, alla donna in lacrime per la vicenda di morte, garantì che il fratello non era morto e che sarebbe risorto. Con Gesù non si muore. Si entra in una vita nuova, una casa nuova.

Ci capita spesso di stupirci di fronte al mistero della Morte e Risurrezione.

Dobbiamo gioire pensando che Egli, il Logos, sta sempre alla porta della nostra esistenza e bussa per annunziarci che la “casa” è nuova, non vecchia o disordinata. La casa nuova non è angusta, sconnessa, disordinata. È la sua casa, già da Lui occupata e affidata a noi in gestione.

Con la sua Risurrezione ci ha resi compiutamente case nuove, abitate dalla Santissima Trinità. Se volessimo contare il numero delle “case nuove” non riusciremmo a contarne neppure un piccolissimo numero. Se volessimo esaminare la bellezza degli ornamenti della Casa dove Dio abita e di cui siamo eredi, dovremmo passare in rassegna le qualità dell’immenso Dio, l’infinitamente santo, buono, grande, potente. Sarebbe cosa meravigliosa se riuscissimo a sostare accanto alla Sua mente e al Suo cuore per riuscire a chiamare per nome le stelle, gli astri, i fiori, gli abissi, tutti gli uomini, numerosi come gli astri del cielo col loro nome, dato dal Padre e scritti nella sua anagrafe.

Risurrezione: giorno di Gioia.
Risurrezione: giorno di Amore.
Risurrezione: giorno di comunione interminabile.

Forse oggi potremmo cominciare a contare le case degli uomini perché ogni uomo è casa predestinata, preordinata, preadornata, dove il Risorto è vivo come Artefice unico dell’umanesimo da tutti atteso. Pensare ad una nuova società, pensare ad una nuova età, potrebbe essere paragonabile alla nuova stagione radiosa, splendida con un nome nuovo: nuovo, perenne, armonioso amore.

Don Nicola Giordano


 

 

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