Prodi bis
Assenti in Aula al Senato
la chiarezza, la coerenza, la decisione
Non eravamo favorevoli alla caduta del Governo ma non eravamo neppure favorevoli alla rielezione. E non certo per mancanza di chiarezza, di coerenza e di decisione. Avremmo voluto, invece, da parte di tutti i senatori, delle diverse correnti, una dichiarazione di chiarezza, di coerenza e di decisione. Si è scucito a destra, si è cucito a sinistra. Labito è rattoppato. Come prima e più di prima. Non bisogna cucire una toppa vecchia su un abito nuovo!
Abbiamo sempre saputo che la politica è o dovrebbe essere larte del saper governare la polis, cioè lo Stato o la Città favorendo tutto quello che può essere utile e vantaggioso al benessere e al progresso comune. Ci stiamo rendendo conto che, invece, la politica non viene né intesa né gestita come qualcosa che torni a vantaggio di tutti ma come fatto opinabile da parte di alcuni e comoda per una parte.
È normale che ci siano diversità di opinioni e di indirizzi pratici fra i vari partiti e nei vari schieramenti. Ma dai vari indirizzi avremmo voluto chiarezza, coerenza e decisione.
La chiarezza la vorremmo sugli intenti, sui programmi, sulle idee. La coerenza la vorremmo nel modo intimo e personale di vivere di ciascuno. La decisione la vorremmo attuata nellagire immediato a beneficio comune.
Invitiamo, per quanto ci è possibile, lonorevole Prodi e tutti i sedicenti cattolici presenti in tutti i partiti della duplice coalizione di destra e di sinistra, a dire chiaramente, con coerenza e con decisione, cosa pensano dei DICO. Ipocritamente ha già risposto Prodi quando si è rifugiato in contropiede affermando che la legge ora dipende dal Parlamento. Abbia il coraggio di dire chiaramente cosa egli voglia. Ma questa chiarezza non la dimostra e non certo perché sia intimamente un imbroglione o un ipocrita ma perché gli mancano le tre qualità invocate da noi: la chiarezza, la coerenza, la decisione.
Certamente Prodi sarà un uomo giusto, un professore saggio e, forse, anche un abile Presidente! Ma il governo di uno Stato non è equilibrismo, cioè capacità di destreggiarsi con spregiudicatezza e talora in modo poco corretto, in situazioni difficili. Siamo certi che nelluomo Prodi stanno le qualità e la capacità di chiarezza, coerenza, decisione. Aumenta sempre più in noi la convinzione, a seguito dei recenti sviluppi storici della politica italiana guidata da Prodi che, come Presidente del Consiglio egli sia o voglia essere soltanto un equilibrista.
Rispettiamo chiunque non la pensi come noi. Vogliamo che anche gli altri rispettino le nostre idee. Nel dialogo vogliamo chiarezza e sincerità non opportunismi ed equilibrismi. Non ci sentiamo, però, di condividere scelte di convivenza con coloro che la pensano in maniera contraria ai nostri principi etici che si ispirano a quelli cristiani insegnati da oltre duemila anni. I patti devono essere chiari tra persone chiare.
Il rispetto dellaltro appartiene al principio della democrazia. La condivisione opportunistica, anche se soltanto su alcuni fatti o piccoli episodi, diventa fonte ed espressione di anarchia che genera certamente confusione, produce divisione e potrebbe trasformasi in terrorismo.
Non stiamo dichiarando guerra a qualcuno. Rivolgiamo un invito o una esortazione, presentiamo una interpellanza pur stando al di fuori del Parlamento ma con il diritto che ci spetta come cittadini: qualcuno ci dica chi ci sta prendendo in giro. È forse il Presidente del Consiglio abile macchinista nellazionare largano della giostra dellaltalena del sì e del no, del voglio e non voglio, delle dimissioni e della riconferma?
R.B.