Illustre,
sarei curioso di conoscere cosa pensa lei a proposito dello scandalo
della pedofilia e della dichiarazione del Papa sulla tolleranza zero.
Vito M.
Sig. Vito M.,
è pur vero che ciascuno è libero di pensare e di dichiarare quello che pensa. Avrei voluto esimermi dallesprimere il mio parere non sulla pedofilia in quanto tale ma sulla corrente denigratoria che sta coinvolgendo il mondo e, soprattutto, sulle dichiarazioni attribuite al Papa.
Le dirò che per principio di ragione da me acquisito non mi va di credere alle cose che vengono dette. La stampa, i giornali, la televisione, le dichiarazioni varie fatte anche da eminenti personalità, le critico ampiamente fino al punto di credere al contrario di quanto viene detto. Per natura mi sento portato non a fare da giudice inquisitore ma da giudice assolutore. Non credo al male, anche se credo che esistano gli autori del male. Ma, nello stesso tempo, non saprei dire se tutti coloro che fanno il male sono responsabili del male fatto.
Andiamo per ordine. La pedofilia, che significa amore per i piccoli, potrebbe essere interpretata e, quindi, compiuta con animo di bontà. Non saprei capire un padre, una madre, un insegnante, un medico che non fossero amanti dei piccoli. La legge della crescita passa sempre attraverso lamore.
Convengo che non è questo il senso del fatto che viene messo sotto accusa, perché col temine pedofilia si intende condannare quegli atti che ledono la bontà, la semplicità, la purezza, la ingenuità delle creature deboli e fragili. Con pedofilia, nel senso negativo, viene chiamato in causa il comportamento immorale che compromette soprattutto la sfera sessuale.
La cosa è chiara ma, se devo esprimerle il mio parere, personalmente non accetto questa interpretazione. Non sto affermando che non condanno il male che si commette. Voglio affermare che a danno dei piccoli vengono spesso impunemente compiuti atti immorali più gravi. La peggiore forma di pedofilia, a mio giudizio, è quella che si commette nellatto del sopprimere il piccolo per potere godere della propria identità, per il proprio piacere. Ci sono leggi di vari stati che favoriscono la peggiore forma di pedofilia quando consentono, tollerano, favoriscono che si possa danneggiare lesistenza del piccolo prima che venga alla luce.
Quanto alla tolleranza zero proclamata dal Papa, sono pienamente daccordo a patto che essa venga applicata alla forma della letale pedofilia dichiarata prima ed estesa a tutti coloro che deturpano il piccolo ed il grande non soltanto con atti sessualmente riprovevoli ma con ogni atto di scandalo o malessere. Gesù dice chiaramente la sua condanna: si leghi una grossa pietra al collo e venga gettato in mare. Parlava solo di scandali sessualmente riprovevoli?
Quanto poi alla valanga di accuse contro i sacerdoti vorrei assumere la difesa ricordando delle frasi evangeliche ove, fra laltro, si esorta a perdonare, ad amare, a fare festa per il peccatore pentito.
La cosa che non riesco a capire è laccusa che dalle persone si rivolge contro la Istituzione chiamata Chiesa e la condanna del Papa chiamato in causa come se fosse complice o anche semplicemente tollerante. Sono le sciocche ed assurde accuse che stanno ben fruttando quando dallaccusa si pensa al risarcimento e si richiedono enormi quantità di denaro alle singole Chiese e singole Diocesi. Non è forse questa la peggiore forma di pedofilia organizzata contro la istituzione, povera, piccola, onesta, benefica?
N. G
(Da Vivere In, XXXVIII, 2-2010)