Il grido di Dio

Preghiera:
« Nelle nostre menti e nei nostri cuori,
sul nostro capo e nella nostra storia,
fra le nostre case e lungo i nostri sentieri,
vieni! ».
Mentre lattesa si fa più viva e lo scorrere del tempo della nostra quotidiana esistenza si fa più frenetico, la Chiesa ci rivolge un invito urgente, come quello gridato da Giovanni Battista nel deserto.
Cè sempre un deserto nella vita degli uomini; il deserto dellisolamento, di una vita sganciata dal Signore. È il peggiore deserto perché in esso si muore. Mentre siamo, forse, in questo deserto la Chiesa ci fa arrivare la sua voce: «Alzatevi, vigilate, venite, adoriamo».
Alzarsi.
Ripenso a tutta la potenza creatrice di Dio, quando Dio col suo grido ci ha chiamati alla vita. Passare dal nulla alla vita è il dono grande, eccelso che Dio ci ha fatto. Lo stesso Dio ci grida il suo invito ad alzarci. Dipende da noi alzarci. Dipende dalla nostra volontà rispondere alla sua chiamata, alla sua voce. Gridiamogli il nostro: vengo!
Vigilare.
Tutta la vita è una continua attesa di uno che sta per venire. Luomo non si accorge che la sua esistenza è continuo dialogo e continua attesa di manifestazione di un volto, di un nome. La vigilanza è doverosa perché in quella finezza e delicatezza di attesa si trova la garanzia dellincontro. Non si può entrare in dialogo con il Mistero se si è lontani e distratti.
Andare.
Cè bisogno di mettersi in cammino. La vita è cammino. Dio, limmutabile, è cammino; il continuo vivere, il continuo essere sempre nuovo, sempre vivo, sempre buono. Per questo luomo deve mettersi sempre in cammino, come un bambino, perché le vie e le modalità per questo viaggio sono la semplicità, lumiltà, la generosità.
Adorare.
Non si può camminare senza conoscere la meta e senza usare tutte le precauzioni che il cammino richiede. Bisogna tendere alla piena comunione con Dio che si raggiunge quando si scala la vetta. E questo è adorare.
Ed è la conclusione. Luomo è in germe un contemplativo. È stato creato come immagine di Dio, per essere lode.