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G 8 L’AQUILA
Ricostruire la “cupola”

Perché tutti ne parlano e ne hanno parlato ci sentiamo anche noi spinti a parlarne,  non per essere pecore assuefatte a seguire un gregge ma perché riteniamo sia nostro dovere non eclissarci dinanzi a dei fenomeni che potrebbero diventare anche allucinanti.

Abbiamo avvertito il bisogno di collegare l’evento G8 l’Aquila con quanto avvenne diversi anni fa ad Assisi presso la Basilica del Santo più amato dagli italiani e dietro la regia del Papa Giovanni Paolo II.

Riteniamo che i due episodi siano stati di singolare importanza nazionale e mondiale. Da tempo si va invocando la linea del Dialogo come mezzo, strumento e sentiero di nuova vita. Cominciò l’illuminato Giovanni Paolo II, artefice segreto della Divina Provvidenza, per il crollo della potenza comunista ritenuta imbattibile. Il Papa Polacco convocò ad Assisi i vari capi di religione presenti nel mondo. Anche noi, impreparati a capire, nutrimmo qualche perplessità. Nulla, infatti, cambiò immediatamente nel Dialogo interreligioso. Il dialogo stenta a diventare nuova forma di vita. Da quella data si continua a parlare di ecumenismo mentre l’ecumene rimane diviso anche sotto l’egida del nome di Dio. L’ecumenismo, sinonimo di mondialità nell’unità armoniosa fra tutti i popoli, rimane ancora come attesa. Eppure dovrebbe essere concretezza storico-umana di armonia, comunione, uguaglianza, solidarietà, valori etici.

Il G8 L’Aquila, prescindendo dalle varie coreografie ed immagini cui abbiamo assistito, ci ha fatto rivivere un evento pari a quello di Assisi anche sotto un’egida diversa. Dalla religione si è passati, giustamente, alla solidarietà, alla pace, alla comunione, al progresso  che sono i valori propri della vera religione. In Italia e certamente in tutto il mondo, si è potuto intravedere l’incontro di vari Potenti del Mondo, tutti pronti ad ostentare o dimostrare, impegni di nuovo progresso e socialità. Anche i nemici di un tempo si sono stretti la mano in segno di intesa e condivisione di nuove speranze.

Regista dell’incontro è stato certamente il Presidente del Consiglio del Governo italiano, Silvio Berlusconi, con tutti i meriti e demeriti che gli si possono attribuire. Noi abbiamo visto e interpretato L’Aquila come allora vedemmo Assisi. Non indulgiamo a considerazioni di tipo fideistico. Spesse volte ci è stata presentata la immagine della Cattedrale senza la cupola. Una civiltà senza forza trascendente non ha senso e non può sussistere a lungo.

Non sta a noi evidenziare un unico filo conduttore. Non ce ne sentiamo in grado né disponiamo di apparati pronti a “ricostruire” le rovine sociali. Vogliamo soltanto affermare che il G8 aquilano ci ha presentato una immagine, a livello mondiale, di speranza, attesa, desiderio, anelito di armonia, comunione, uguaglianza, solidarietà che è vivo nell’animo di tutti i popoli. Ci auguriamo che il G8 diventi G-Universale e che produca i veri frutti uguaglianza, libertà, socialità a tutti i livelli, ben compresi quelli sociali, politici, religiosi, culturali, economici.

Dopo la recessione e le distruzioni ci apriamo alla speranza della rinascita continuando ad invocare che si ricostruisca la “cupola della Cattedrale” come segno di incontro con quel trascendente nella cui forza e potenza sta il segreto del vivere armonioso.

Nicola Giordano

 

 

 

 

 

 




 

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