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Ci stanno imbavagliando

 

Non è pessimismo e non è critica premeditata. È storia per chi legge la storia contemporanea con animo sereno. È, comunque, una storia che ci preoccupa per alcuni risvolti negativi.

Per la prima volta, stando ai nostri ricordi, si è voluta organizzare una manifestazione pubblica a Roma, indetta e programmata da quanti vogliono difendere una idea di famiglia che ci è cara.

La famiglia, per noi, è il fondamento dell’esistenza umana, è il fondamento del vivere politico, è il fondamento delle relazioni sociali, è la certezza del divenire umano. Ma la famiglia, come tale, deve risultare dall’incontro e dalla convivenza di due persone di sesso diverso: un uomo, una donna. Non c’è assolutamente famiglia quando, in qualsiasi modo, si parla di nuclei familiari composti da persone “conviventi” dello stesso sesso: uomo-uomo, donna-donna. Questo tipo di convivenza, a parte le considerazioni di natura etica, è per noi un fatto innaturale. Si chiami pure in altro modo ma non lo si può chiamare famiglia. Né qualcuno potrebbe pretendere che venga equiparata ad essa. Non si può esigere la stessa tutela, quella che spetta alla famiglia da noi sostenuta ed amata per il benessere dell’umana società. Non stiamo dicendo delle cose nuove. Stiamo parlando di leggi e di consuetudini che ritrovano la ragion d’essere nella natura. Due cani dello stesso sesso non procreeranno mai. Per allevare Romolo e Remo, secondo la leggenda antica, fu necessaria la presenza di una Lupa!

Come cristiani, che crediamo nella famiglia come sacramento, manifestiamo il nostro aperto e deciso dissenso contro quello che sta avvenendo. È imperante la stoltezza che diventa per noi intollerante quando viene affermata da gente che svolge un lavoro di informazione attraverso quegli strumenti per la cui sussistenza siamo chiamati a pagare le tasse. Il giornalista Santoro, nella sua trasmissione di qualche giorno fa, parlando della famiglia ha deriso la famiglia di Gesù e ha voluto trovare nella realtà della famiglia di Nazareth il pretesto per dichiarare la legittimità di altri tipi di famiglia. Non ci sembra dignitoso che un presentatore ritenuto intelligente si esprima con tale banale approssimazione per noi vergognosa.

Va detto, purtroppo, che si sta cercando di mettere il bavaglio alla Chiesa distruggendo la sua etica. Il Papa ed i Vescovi vengono tollerati ed a volte esaltati finché recitano la parte del bigottismo riservato ai pochi adepti. Se però la Chiesa, Papi, Vescovi, sacerdoti o anche laici cristiani, si appellano alla dottrina seria, innovatrice, sublime, risalente all’insegnamento divino, anche gli sprovveduti si sentono autorizzati a condannare, deridere, schernire, offendere.

Uomini di cultura, politici, giuristi, filosofi e teologi, che si dichiarano cristiani, a volte si chiudono nel silenzio che per noi non è semplice tolleranza ma è svilimento assurdo e scomposto. Sono costoro i primi responsabili della immoralità dilagante.

Dunque ciò che si vuole è imbavagliare la Chiesa! Purtroppo! Il bavaglio va diventando di natura etica, filosofica, sociale, politica, religiosa. Per quanto tempo ancora la Chiesa sarà tollerata? Non è forse vero che la nuova persecuzione è già in atto?

Ci dispiace per quei cristiani, ma tali noi non li consideriamo, che hanno perfino criticato l’iniziativa a favore della Famiglia che si terrà a Roma, oggi, 12 maggio 2007. Ci dispiace che in contemporanea sia stata organizzata una manifestazione in opposizione alla prima. Il bavaglio che si sta cercando di imporre è ormai diventato bavaglio di ferro. Stanno tornando di moda gli spettacoli della condanna dei cristiani e dell’esaltazione, addirittura dei transessuali che vengono proposti come nuovi maestri di moralità.

N.G.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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