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L’incontro al pozzo

Con singolare amore vogliamo leggere e meditare il racconto di Gesù riportato dall’evangelista Giovanni nel quarto capitolo del suo Vangelo. È rivolto alla nostra mente e al nostro cuore dall’amore sconfinato di Dio nostro Padre.
Il cammino liturgico, come meravigliosa condotta amorosa di comunione con Gesù, ci ha proposto un itinerario umano al fine di raggiungere e vivere una maggiore conoscenza del mistero della redenzione compiuto da Gesù per il mondo intero.
La Sacra scrittura va letta, studiata, amata, vissuta come proposta di singolare partecipazione al mistero di Gesù, la Sapienza divina, venuto sulla terra per insegnare agli uomini la via per diventare come Lui.

La storia delle tentazioni e del peccato ci ha fatto prendere coscienza della nostra umanità debole. La storia della trasfigurazione ci ha svelato il cammino da compiere per essere come Gesù. 

Se vogliamo giungere alla comunione con Gesù dobbiamo osservare bene tutti i suoi comandamenti e praticare un programma di vita intessuto di fedeltà, azione, contemplazione, visione, intimità con Lui.

La terza Domenica di quaresima, come nuova tappa, ci invita a compiere un cammino singolare nella nostra esistenza. Partiamo da lontano: dalla estraneità da Gesù che vogliamo raddrizzare e indirizzare nell’amore per essere totalmente suoi.

Ponderiamo le tappe di questo nuovo cammino.
Gesù ci appare stanco e solo. Mosè ed Elia non ci sono. Pietro, Giacomo e Giovanni, si sono lasciati vincere dal sonno. Tutti gli altri apostoli sono lontani.
E noi dove siamo oggi?

* La solitudine appesantisce la stanchezza. Gesù ci viene descritto affaticato, seduto presso un pozzo profondo, attende qualcuno.
Certamente attende ciascuno di noi. Conosce i nostri nomi e, soprattutto, la nostra vita.

* Ci sorprende la stanchezza di Gesù. Un giorno, rivolgendosi all’umanità, disse: “Voi tutti che siete stanchi ed affaticati, venite accanto a me, ed io vi darò ristoro”. La stanchezza, spesso, diventa apatia ed indifferenza e ci lasciamo sopraffare dai nostri vizi. Abbiamo ascoltato la sua voce e contemplato il suo volto luminoso ma, spesso, non abbiamo agito secondo la Visione luminosa e la Voce rivelatrice.

* Ci commuove la solitudine del “Figlio dell’uomo”, nostro Amico, Salvatore, Maestro.

È come se le parti si siano invertite. Gesù è stanco e ci chiede conforto, consolazione, aiuto, dopo il digiuno, le tentazioni, la trasfigurazione, la previsione della morte.
Nel racconto, che è carico di tanti insegnamenti. ci sentiamo coinvolti a meditare sul nostro rapporto con Lui e in Lui.

* Egli è solo e stanco.
Possiamo e dobbiamo adoperarci per alleviare la solitudine ma ci preoccupa la sua stanchezza.

* Gli apostoli sono andati in città a fare provviste.
Andare in città!

Quali prospettive e quali utilità può offrire la città ad una persona chiamata e scelta da Gesù stesso ad essere suo apostolo o amico o sposo? Ma non possiamo estraniarci dalla città, come a voler prendere le ali del vento e volare lontano. Gesù non è eremita solitario ma è vero che, spesso, vogliamo andare in città disertando l’invito alla intimità affettiva.

* Il pozzo è molto profondo. Lì ci dà appuntamento, fuori della propria terra.
L’amore di Dio è molto profondo, molto ricco, molto bello ma occorrono i mezzi adeguati per poter attingere l’acqua, l’unica che può dissetare pienamente il nostro spirito e le attese del mondo intero.

* Gesù, per primo, avanza una proposta alla donna forestiera. La forestiera ci è di rimprovero mentre siamo suoi concittadini ed Egli per primo ci ha chiamati e ci fa capire che ci aspetta presso il pozzo del suo amore.

* Gesù, con grande chiarezza, ci suggerisce e ci specifica la nuova forma di vita.
Propone alla donna, alla nostra umanità, due nuove dimensioni di vita.
La prima è quella della fede grande in Lui, unico salvatore del mondo.
La seconda è quella del cambiamento radicale di vita personale.
* Rinnegare il passato.
* Adoperarsi nel costruire il “cuore nuovo”.
* Annullare  i risvolti negativi della vita vissuta senza Gesù.
* Ascoltare  la spinta a trasformarsi da peccatori ad apostoli capaci di evangelizzare.

Dobbiamo

* andare con prontezza dietro le sue orme, lungo i suoi sentieri, animati dalla speranza dì poterlo incontrare e ricevere l’acqua viva,
* seguirlo
, con chiara scelta personale, anche se da soli ed in terra straniera,
* vedere Lui
, l’Uomo nuovo, lo Sposo dell’umanità e imitarlo con fede sincera, profonda, entusiasta,
* riconoscere
solo Lui con ardente effusione di amore senza rimandi ed indugi,
* aderire a Lui
con tutte le sfumature di delicato amore per giungere al connubio,
* diventare in Lui e per Lui pienezza di amore puro, santo, santificatore,
* comprare abiti (consuetudini, abitudini, regolamenti, modi di essere) rilucenti (sullo stile umano di Gesù),
* agire in ogni istante della propria quotidianità con fedeltà a lui fino alla immolazione totale del proprio essere, pensare, agire.

Don Nicola Giordano

 

 

 

 

 

 

 

 


 

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