Pazienti nel Buio
Ribelli contro il Fango
Ci chiediamo, innanzitutto, se si debba tacere o parlare. Ci chiediamo, inoltre se si debba parlare o gridare. Ci chiediamo, infine, se si debba solo gridare o se sia giunto il momento di protestare. Parlare e gridare significa fare in modo che tutti, anche i sordi, sentano. Protestare significa che ci sono sordi che proprio non vogliono ascoltare e, soprattutto, che se non ci si oppone si rischia di essere travolti dal fango. E il fango non ci sta bene. Saremmo anche disposti a vivere nel silenzio e nel buio. Saremmo anche disposti a vivere in grande miseria. Saremmo anche disposti ad andare in esilio o ad essere relegati in una prigione. Ma non sappiamo accettare e non dobbiamo più accettare che qualcuno ci ricopra di fango.
Il nostro grido di protesta lo rivolgiamo contro quanti ci stanno sporcando con le loro immagini. È inaccettabile, oltre che assurdo, che la Televisione Italiana, anche nella fascia di orario in cui i ragazzi più piccoli sono ancora svegli, mandi in onda trasmissioni come quelle della festa delle donne e del presentatore che si permette di inveire contro tutti e favorisce, permette, tollera, acconsente che impunemente vengano offese persone e deturpati soprattutto ideali di vita.
Noi non ci opponiamo al principio che chiunque possa esprimere le proprie idee e convinzioni. Ma per tutti esigiamo che ci sia una misura. È sempre vero che tutte le cose esigono una misura. Quando si va oltre si deve trovare il coraggio e la forza di sapersi opporre.
Si chiama fango e lo è tutto quello che diventa spettacolo di immoralità. E non si dica che chi parla in questo modo fa parte della corrente bigotta. Potrebbe anche essere vero. Ma potremmo anche dire che chi vive e diffonde mentalità da fango è ormai completamente immerso nella corrente defecale. Per quanto si riferisce ai giornalisti che dichiarano di attenersi alla facoltà di libertà di pensiero vorremmo ricordare che il loro compito, durante una trasmissione televisiva a cui hanno diritto di partecipare quanti pagano un canone, deve limitarsi a dare informazione. Per la informazione si paga. Per quel tipo di informazione non ci sentiamo di pagare. Ed è per questo che come prima forma di protesta ci facciamo propagatori e diffusori della decisione di non pagare il canone televisivo dichiarando che ci dissociamo dallidea del pagare per uno spettacolo che ci offende e ci nuoce.
Se poi i giornalisti e certi uomini politici dovessero condannare le nostre idee e la nostra protesta dobbiamo avere il coraggio e pretendere che ci diano lautorizzazione ad agire usando la par condicio o quel principio di cui si parlava una volta: Occhio per occhio e dente per dente. In altri termini non useremo né il loro linguaggio sporco, né ci presenteremo con la loro alterigia, né ci lasceremo andare in forme di escandescenze irrazionali, né indosseremo la maschera di ipocrisia verbale, ma dobbiamo avere il coraggio di uscire in piazza col nostro volto e di presentarci con chiarezza di idee come sempre abbiamo fatto.
Quanto al fango imperante che sta invadendo la nostra Patria e si sta divulgando nel mondo intero, non dobbiamo ancora fingere di non vedere o di essere tolleranti in nome della pace. Non ci sarà mai pace se non ci sarà innanzitutto giustizia, onestà, moralità, sincerità rispetto verso laltro anche nel suo modo di essere e di vivere. Tolleranti sì, schiavi no. Pazienti sì, succubi no.
La puzza del fango non riusciamo più a sopportarla ed esigiamo che le strade e i mezzi di informazione televisivi, per quelli in maniera specifica per cui si paga una tassa ed un canone, siano puliti. Fra laltro, continuiamo a dichiarare che come non è lecito far risorgere il nazismo ed il fascismo, esigiamo che venga proibito il comunismo sotto qualsiasi forma dovesse presentarsi, compresa quella camaleontica diventata ormai costume di eminenti uomini politici.
Bisogna opporsi al fango e tenere pulite le strade dellesistenza e del vivere!
R.B.