Cammino di Quaresima II
Il modello di
vita cristiana
a cura di Nicola Giordano
I) La proposta
Il modello, ad immagine del quale siete stati fatti, è Dio. Procurate di imitare il suo esempio.
Siete cristiani. Col vostro stesso nome dichiarate la vostra dignità umana, siate imitatori dellamore di Cristo che si fece uomo. Considerate le ricchezze della sua bontà.
II) La preistoria nel piano divino
Egli, quando stava per venire tra gli uomini mediante lincarnazione, mandò avanti Giovanni, araldo e maestro di penitenza prima di Giovanni, tutti i profeti, perché insegnassero agli uomini a ravvedersi, a ritornare sulla via giusta a convertirsi a una vita migliore.
III) Il compimento della sua ora
Poco dopo, quando venne Egli stesso, proclamò di persona e con la propria bocca: «Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò» (Mt 11, 28).
IV) Ladempimento storico
A coloro che ascoltarono la sua parola: concesse un pronto perdono dei peccati, li liberò da quanto li angustiava. Il Verbo li santificò, lo Spirito li rese saldi, luomo vecchio venne sepolto nellacqua, fu generato luomo nuovo, che fiorì nella grazia.
V) Il risvolto innovativo
Dopo che cosa seguì? Colui che era stato nemico diventò amico, lestraneo figlio, lempio santo e pio.
VI) Proposta sociale umana nel compiersi della novità a livello universale
Imitiamo lesempio che ci ha dato il Signore, il buon Pastore. Contempliamo i Vangeli e, ammirando il modello di premura e di bontà in essi rispecchiato, cerchiamo di assimilarlo bene.
Nelle parabole e nelle similitudini vedo un pastore che ha cento pecore. Essendosi una di esse allontanata dal gregge e vagando sperduta, Egli non rimane con quelle che pascolavano in ordine, ma messosi alla ricerca dellaltra, supera valli e foreste, scala monti grandi e scoscesi e, camminando per lunghi deserti con grande fatica, cerca e ricerca fino a che non trova la pecora smarrita.
Dopo averla trovata, constato che non la bastona, né la costringe a forza a raggiungere il gregge, ma, presala sulle spalle, e trattatala con dolcezza, la riporta al gregge, provando una gioia maggiore per quella sola ritrovata, che per la moltitudine delle altre.
VII) La nuova dimensione sociale, antropologica, etica
Consideriamo la realtà velata e nascosta della parabola. Quella pecora non è affatto una pecora, né quel pastore un pastore, ma significano altra cosa. Sono figure che contengono grandi realtà sacre. Ci ammoniscono, infatti, che non è giusto considerare gli uomini come dannati e senza speranza, non dobbiamo trascurare coloro che si trovano nei pericoli, né essere pigri nel portare loro il nostro aiuto, ma che è nostro dovere ricondurre sulla retta via coloro che da essa si sono allontanati e che si sono smarriti.
VIII) Operatori della novità auspicata
Dobbiamo rallegrarci del loro ritorno ricongiungerli alla moltitudine di quanti vivono bene e nella pietà.
SantAsterio di Ammassa, vescovo
(Om. 13; PG 40, 355-358. 362)