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Sdegnati
più che indignati


Vorremmo cancellare dai ricordi e, addirittura, dall’elenco delle categorie delle persone civili il termine e l’appellativo di “indignati”. Probabilmente, sbagliando anche noi, vorremmo dichiararci sdegnati, innanzitutto, contro gli “indignati black bloc” che, sono la categoria di quanti, incivili e presuntuosi, pretendono di dettare ed imporre nuove leggi di vita. Abbiamo l’impressione che sono persone che appartengono ad una nuova classe di mafiosi dei quali non c’è nessuno che possa parlare bene. Non scusiamo i mafiosi ma, almeno, si sforzano di lavorare nell’oscurità. Sono i famosi “figli delle tenebre” dai quali, con sentimenti evangelici, bisogna guardarsi. Gli indignati, come si definiscono, sono per noi la peggiore classe di mafiosi che, senza più nascondersi, non temendo di essere individuati e condannati, agiscono quando c’è luce piena e si sentono autorizzati e giustificati nel produrre danni quando c’è piena luce e nelle piazze dove tutti possono vederli. Il mafioso prende di mira qualcuno e, comunque, afferma di appartenere alla “nobile società” che difende e salva alcune categorie di persone. Gli indignati, invece, distruggono, danneggiano, violentano senza alcun ritegno case, istituzioni, persone compreso il vero povero e il vero innocente che costruisce con enorme fatica il suo angolo di “fatica e pena”. La loro legge è solo la “loro legge”. La loro sede è la piazza dove si deve distruggere. La loro etica è quella del “distruggi senza pensare a costruire”. “Spacca tutto e scappa via” è il loro slogan.

Più che indignati noi siamo sdegnati fino al punto che non riusciamo a pensare e a credere a quanti affermano di voler creare una nuova società e continuare a parlare di “clemenza e misericordia”. Siamo sdegnati, innanzitutto, contro coloro che, se pure con parlare vago, tollerano che gli indignati possano agire con il pretesto di volere innovare e condannare le ingiustizie. Li giudichiamo peggiori dei terroristi, più imbecilli dei famosi Kamikaze, che per danneggiare altri ammazzano se stessi. Gli indignati distruggono tutti e di tutto senza mai indignarsi del male presente con l’intento di costruire il nuovo benessere comune ed universale. Una persona civile ed uno Stato civile dovrebbero adoperarsi per impedire che la “spazzatura materiale e morale rimanga per le strade”.

Ci chiediamo chi sono i nuovi capi mafiosi o meglio i capi degli “indignati black bloc” fautori di distruzione. C’è il partito dei cospiratori che sta favorendo l’anarchia assoluta con l’esaltazione della “legittima guerra civile” presentata come il mezzo di liberazione dai mali della moderna società. Auspicheremmo che per primi i capi dei vari partiti lascino gli scanni imperiali e tornino a zappare la terra da loro abbandonata quando hanno pensato di occupare i posti d’onore immaginando di far progredire la società. Chi non è capace di ritornare a coltivare la terra non sarà mai capace di coltivare la nuova società.

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