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Limmagine di un vero fratello
Quando si parla di una persona che non vive più su questa terra non crediamo che possano ancora valere i titoli onorifici. In piena assonanza con Colui che pur essendo Dio volle farsi simile agli uomini e li chiamò e li considerò tutti come fratelli, ci sembra di capire che il titolo più bello che, in vita ed in morte, si possa dare ad una persona sia quello di fratello.

Cosmo Francesco Ruppi che alcuni, e certamente molti ricorderanno come giornalista, professore, scrittore, sacerdote, Arcivescovo, mi piace ricordarlo come fratello. Fratello non per età o percorso di vita vissuta insieme sotto molti risvolti di studio e di lavoro. Fratello per quella sua dichiarazione con la quale mi accolse pochi giorni prima della sua morte: Ti ho sempre voluto bene. Dal cielo ti amerò di più. Non seppi trovare parole per ricambiare le sue parole. Si accorse che ero commosso. Mi strinse la mano e mi fece cenno di prendere in consegna i suoi scritti già a volte pubblicati su LOsservatore Romano e che riguardavano le vite dei santi, giorno dopo giorno, per lintero calendario liturgico. Così ho ereditato la parte migliore di un uomo che veramente ha sempre creduto nella santità tantè che per diversi anni ha avuto la forza di parlare dei santi ogni mattina, allinizio delle trasmissioni della Rai.
Gli scritti lasciatimi sono ben diversi da quelli già pubblicati dalle Edizioni Messaggero Padova: I Santi del giorno.
Ora che non posso più incontrarlo frequentemente come da anni e non mi è dato di verificarmi con lui su tanti argomenti, principalmente etico-religiosi, sento di poter fare affidamento sulla sua promessa che dal cielo mi vorrà più bene.
Il nostro lavoro, il nostro apostolato, le nostre idee si sono sempre intrecciati amorevolmente. Non starò a ricordare i tanti momenti e le tante opere compiute insieme. Ho voluto distribuire a quanti hanno partecipato al rito liturgico della sepoltura un suo scritto. Lho fatto per tre ragioni: la sua grande devozione verso Maria Santissima, la Madre di Gesù, sommo ed eterno Sacerdote per invocare la protezione su tutti i sacerdoti; lattaccamento intenso, filiale, devoto che lo legava a sua Madre, che lo aveva sempre seguito a Termoli e a Lecce quando aveva dovuto cambiare sede vescovile; la coincidenza della data delle sue esequie il giorno della Visitazione di Maria ad Elisabetta.
Lultimo lavoro di Cosmo Francesco Ruppi, che è in preparazione, è una singolare biografia dal titolo Il Cancro che egli mi propose con la precisazione di un testo a quattro mani.
Nicola Giordano
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