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Sollevazione africana o mondiale?

Non c’è da rimanere indifferenti di fronte alle notizie che si ricevono da ogni parte del mondo. Molto più preoccupanti sono quelle che arrivano dai paesi bagnati o confinanti con lo stesso mare Mediterraneo che ci accomuna e che ci porta alla memoria realtà un tempo molto gloriose per uomini e per storia. Forse va riconosciuto che una certa oppressione dovuta alla potenza di taluni Stati Europei è la miccia che va esplodendo dovunque. C’è nell’intimo di ogni persona e di ogni stato l’anelito verso la libertà e la democrazia. Ed è questo il grido “guerrafondaio” che viene ripetuto da varie associazioni, partiti, sindacati e giovani che, a parte le distruzioni penose, meritano di essere ascoltati e difesi proprio mentre invocano “libertà e democrazia”. Il grido di libertà ci interessa maggiormente perché l’uomo non è un essere che “madre natura” ha costretto in schiavitù. L’uomo, nella sua costituzione organica, è un essere libero, potenzialmente ed effettivamente. Anche se l’uomo, a volte o spesso, rivendica una libertà eccessiva, effettivamente la prerogativa dell’essere umano è la libertà che deve congiungersi con la democrazia per impedire che la libertà non significhi disordine e anarchia.

La libertà tocca la natura dell’uomo. La democrazia tocca il vivere sociale di ogni uomo. Non riesce facile congiungere e armonizzare libertà e democrazia ma è quanto viene richiesto e proclamato in questo momento storico della vita del mondo intero. La richiesta è più che giusta e legittima. Il rischio più forte si corre quando gli esseri dotati di libertà si vedono costretti a sottostare a persone che interpretano la democrazia come strumento di potere che viola le premesse fondamentali della vita ordinata e sociale. La democrazia vera invoca ed esige l’uguaglianza tra tutti i cittadini e un clima pacifico garantito dalle leggi dell’uguaglianza, del benessere, della giustizia, del progresso, come diritti di ogni persona. Spesso si assiste a lotte per la conquista del potere e sono sempre lotte che producono morte. Occorrerebbe invece industriarsi per garantire benessere comune senza schiavi e padroni, senza ricchi e poveri, senza santi e pec
catori.

Condividiamo e sosteniamo questi principi anche come credenti in quell’unica Persona che, come e in quanto Dio si fece uomo ed insegnò a tutti la novità di vita unica e benevola. Sono passati già due millenni ma la legge del Cristo non è stata accettata e sono sorti associazioni, partiti, chiese, organizzazioni che, mentre annunciano principi di umanità vera, finiscono col determinare sollecitazioni pari ad eruzioni vulcaniche. Come cristiani non crediamo che il mondo potrà cambiare se gli uomini non apprendono l’arte del pascolare, insieme, il lupo e l’agnello.
È triste storia di questi giorni quello che sta avvenendo nel Nord Africa. Grandi Stati: Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto, Libia ed altri inferiori, come anche piccoli agglomerati di persone, stanno reagendo, cacciando persone ritenute fino a poco tempo fa come intoccabili. Quante ricchezze nelle loro mani! La disuguaglianza che non produce armonia, diventa causa prima di ribellione e di lotta.

Osservando il momento presente non ci riesce facile immaginare che possa sorgere un mondo migliore. La teoria dell’anaciclosi ci induce a pensare che le fasi lunari, presenti nella mente e nel cuore degli uomini, produrranno ancora tremendi disordini finché il potere, dovunque, non sarà retto da uomini amanti del progresso della propria città più che della propria casa.

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