La nuova ipocrisia nazionale chiamata DICO
Mastella a doppio petto
Bindi spettacolo da circo
Dopo il Consiglio dei Ministri di ieri otto febbraio duemilasette, alle ore 17, si è temporaneamente conclusa la farsa dei PACS che hanno cambiato nome.
È stata una farsa per diversi motivi. Ne diciamo cinque.
1) Perché lonorevole Mastella si è messo addosso una giacca a doppio petto. Non ha accettato la legge ma non si è presentato al Consiglio; così ha potuto impunemente fingere di non accettare ma non ha avuto il coraggio di dissociarsi dalla coalizione che regge lItalia con principi etici che non collimano con i suoi principi cristiani.
2) Perché lonorevole Bindi, quella che ha dichiarato pubblicamente di non conoscere il latino, ma che in effetti non ha voluto apprendere e conoscere il linguaggio del Papa e dei Vescovi italiani, ha proposto come compromesso, tra laltro, la geniale trovata di cambiare il nome: non si chiameranno più PACS ma avranno il nome blindato dalla Bindi: DICO. Così la onorevole cristiana laica si è dimostrata molto abile nellarte dellingannevole equilibrismo trovando la soluzione del dibattito in una espressione lessicale. Grande miracolo! La dichiarazione allufficiale dellanagrafe sarà contestuale e non congiunta. Infame inganno! I Pacs (o meglio i Dico) non sono pari al matrimonio solo perché la dichiarazione fatta da omosessuali ed etero-sessuali non viene rilasciata congiuntamente (onde evitare che qualcuno possa pensare al matrimonio) ma contestualmente (come una specie di matrimonio per procura!). Dovrebbe la Bindi, con la Pollastrini, spiegare il celato e ridicolo inganno giuridico.
3) Perché lonorevole Prodi, il Presidente Professore, aveva fretta di partire per un viaggio diplomatico (senza lombra degli interessi personali?) e quindi di sbarazzarsi non di una questione importante della vita sociale e politica italiana quanto del rischio di rendere vano il viaggio con i relativi interessi personali di cui nessuno parla.
4) Perché ben 60 deputati, che si dicono cristiani e che appartengono alla Margherita, domenica prossima troveranno ipocritamente il coraggio di andare a baciare le pile delle sagrestie, incoraggiati e sostenuti forse anche da taluni reverendi e sante monache, dopo essersi ribellati al Papa e ai Vescovi ed avere permesso che la sacralità della famiglia fosse contestualmente equiparata alle unioni di fatto, cioè ai Pacs o ai Dico.
5) Perché è vergognoso che le leggi importanti si facciano in questo modo. Ci ribelliamo allidea dellessere comandati o guidati o rappresentati da parlamentari che stravolgono le consuetudini già diventate patrimonio di una cultura nazionale. Non converrebbe opporsi con grande fermezza?
N.G.