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Immigrazione o egoismo razziale
Non è una storia o un fenomeno recente la immigrazione. È piuttosto una dimensione storica e soprattutto psicologica dellumano vivere. Anche gli animali emigrano con vari ritmi e diverse vicende. È il fenomeno che si riscontra nelle diversità del vivere e nella pluralità dellesistenza. Anche il mutare delle stagioni col sopraggiungere di forme diverse di vita può essere paragonato alla immigrazione: nel terreno più freddo si presenta un nuovo fiore. Emigrazione ed immigrazione sono espressione della vivacità dellesistenza; vengono accettate o rigettate dallinsorgere dellegoismo di esseri precedentemente esistenti. È sempre facile immaginare che il nuovo arrivato sia un intruso, un usurpatore, un nemico. Anche il giorno che sopraggiunge viene considerato come realtà enigmatica. C'è alla base la pretesa della rivendicazione dei diritti propri. Diritti presuntuosamente acquisiti e, a volte, conquistati con forza e rivendicati con assurdi protocolli giuridici. Il proprio diritto affermato ed imposto agli altri difetta della certezza dellessere proprio. È la mentalità del conquistatore, del principe, del monarca che si considera padrone e come tale pretende comportarsi. Ciò che manca in questi casi è il reale senso della universalità che non è appannaggio di qualcuno ma realtà da costruire insieme rispettando tutte le leggi del vivere e delle consuetudini positivamente acquisite.
(Vivere In, n. 5/2010)
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