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Programma
per la Quaresima 2010

derivato dalla dottrina di San Clemente I, Papa


SETTIMANA SANTA

            Fissiamo fermamente lo sguardo
            sul Padre d nostro Signore Gesù Cristo.
            Aspiriamo vivamente ai suoi doni meravigliosi.
                                                                (San Clemente I, Papa) 
Al compiersi del cammino Quaresimale, con la celebrazione dei riti della Settimana Santa, dobbiamo disporci all’azione dello Spirito Santo supplicandolo perché trasformi tutta la nostra esistenza, e quella di ogni uomo, nella piena uniformità di pensiero, di azione, di volontà con Gesù, il nostro Salvatore.

Dalla dottrina di San Clemente ricaviamo le linee per vivere questa Settimana che, più che chiamarla Settimana Santa, ci piace definirla: Settimana del grande Amore.

In questa Settimana ci viene dato di ammirare e rivivere il compimento del Patto d’Amore voluto da Dio per l’intera umanità. Gesù, il Figlio di Dio, offre tutto se stesso come Pane di Vita, Sangue della Nuova Alleanza, Sacerdote e Vittima di salvezza. Non dovrebbe essere difficile rivivere, in questi giorni, i misteri dell’Amore di Dio, Santissima Trinità, che ha progettato, amato, attuato questo grande mistero.

Quando il Papa San Clemente ci invita a fissare fermamente lo sguardo sul Padre ci propone una particolare dimensione di intimità contemplativa. Contemplazione è conoscere, amare, adorare e raggiungere la intimità di vita con Colui che è Creatore, Signore, Padre. La contemplazione sgorga dalla intimità e produce maggiore incremento di comunione, unione e intimità. La contemplazione, come estasi d’amore, é la meta finale di ogni aspirazione umana. La fissità di cui parla San Clemente sta ad indicare la stabilità di mente, cuore e opere con Dio. Essere «consumati nell’unità».

Non c’è nessuna felicità e nessun gaudio, cui l’uomo possa aspirare, superiori a quelli che si possono raggiungere quando l’umanità, piccola, povera, fragile riesce a fissare la sua dimora in Colui che è Immenso Amore. 

Fissare lo sguardo e aspirare ai doni meravigliosi

è la meta che viene proposta direttamente da Gesù quando dice: «Rimanete in me ed io in voi». 

Aspirare ai doni meravigliosi

 è l’anelito di ogni persona. Non si identifica con la vanità, l’orgoglio o la pretesa di grandezza, È l’anelito del portare a termine le opere che Dio vuole da ogni sua creatura.. Ogni figlio aspira ad essere come il Padre, godere dei suoi beni, possedere la sua ricchezza.

Si legge nella Sacra Scrittura che l’uomo è stato predestinato ad essere

erede di Dio e coerede con Gesù Cristo.

Gesù, il Redentore, è diventato il Garante della nostra esistenza. Facendosi uomo è diventato simile all’uomo. Morendo in croce ha offerto la sua vita come caparra di salvezza e prezioso riscatto. 

Fissare lo sguardo e aspirare ai doni

devono diventare il regolamento di vita di chi voglia raggiungere la conformità con Cristo. Nel compimento di questo cammino è bello ricordare il momento in cui Gesù ci ha affidati a Maria, la Madre sua e nostra. Attraverso la Madre possiamo agevolmente stabilirci nell’Amore divino.

Nicola Giordano

 

 


 

 

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