Eluana Englaro
La ipocrisia imperante ha vinto
La ipocrisia è il male peggiore tra le relazioni umane.
La storia di Eluana Englaro, morta, cioè uccisa, è stata tutta una rete sottilissima, ma molto estesa, di maglie bene organizzate in un astuto tessuto ipocrita ora rimasto senza la maschera. È da ipocriti chiamare in causa i sentimenti di solidarietà, i principi etici, i valori costituzionali dopo il fattaccio.
È da ipocriti volersi chiudere nel silenzio dopo aver condotto una battaglia, definita civile con oltraggio al pudore più elementare. Si è voluta per anni la morte. È stata invocata, sostenuta, programmata, attuata con arte diabolica col pieno appoggio dei cosiddetti laici che si definiscono difensori della autonomia della persona ma hanno agito con spirito nazista.
Per invitare le persone sagge a giudicare senza lasciarsi sedurre da facili inganni e per sottoporre al loro giudizio ogni aspetto delle reali motivazioni, riportiamo il testo del messaggio fattoci pervenire da [email protected] nella mattinata del giorno 9 febbraio 2009, prima del decesso.
Il testo è un chiaro documento subdolo ed ingannevole. Lo riportiamo integralmente come a chiunque riesce facile riprenderlo cliccando sullindirizzo riportato:
Martedì 10 febbraio ore 17,30. Sit-In Nazionale Per Eluana Inglaro e Lo stato di diritto.
Fiduciosi che la vicenda di Eluana si potesse finalmente concludere come Lei stessa avrebbe voluto, non siamo intervenuti prima per ottemperare alle richieste della famiglia Englaro. Or che lo Stato di diritto è sottoposto a duri attacchi dai fanatici della sacralità della vita, vogliamo far sentire la voce di chi ritiene che lautonomia delle persone è inviolabile, così come lo è la laicità dello Stato. E vogliamo essere vicini a Beppino Englaro che, per il suo impegno, consideriamo meritevole dei più alti riconoscimenti civili, rappresentando un modello da additare al Paese.
Il testo inviatoci riporta, in allegato, un lungo elenco di nomi di persone e di istituzioni che hanno aderito alla iniziativa e che, presumibilmente, avrebbero partecipato al sit-in delle ore 17,30 di martedì 10 febbraio 2009.
Cogliamo, nel testo, la verità di parte, esposta con sottile inganno. Basta leggere le sottoscrizioni per rendersi conto della provenienza politica e culturale di ciascuna di esse. Riesce facile annotare che:
1. la congettura arbitraria attribuita a Eluana che lei stessa avrebbe voluto concludere la sua vicenda è stata solo di Beppino Englaro, allanagrafe il padre che da molti anni ha parlato, scritto, denunziato il tutto a modo suo;
2. la lotta è stata condotta, insieme ai vari amici, che si autodichiarano sostenitori della inviolabilità delle persone e della laicità dello Stato, come opposizione contro coloro che definiscono fanatici della sacralità della vita;
3. la lotta non ha riguardato la vicenda penosa di Eluana (verso la quale si doveva agire con pietà dal momento che alcune persone si erano offerte per tenerla in vita come già avevano fatto da molti anni), quanto la pervicacia di coloro che, mentre si rifanno ai principi della inviolabile autonomia delle persone, poi si sono accaniti nel pretendere dallo stato laico lautorizzazione ad uccidere la povera Eluana in forza delle dichiarazioni del padre;
4. lo stato laico già da tempo a favore dellaborto e alla promulgazione di un pasticciato testamento biologico che temiamo preluda al diritto alleutanasia, ha accolto la richiesta del padre Beppino, succube, forse, per primo delle tendenze ed amicizie politiche, che si evincono dagli allegati al testo citato, a noi inviato presumibilmente per chiedere la condivisione e il consenso;
5. la lotta, dunque, è stata solo politica ed ideologica condotta con la solita e rinomata arte ingannevole e subdola. Ora è chiaro che tutti i sostenitori e tutte le organizzazioni citate nel documento, con a capo la Consulta di Bioetica Onlus - Sezione di Milano, la Consulta Laica di bioetica di Torino A. Vitelli, la Sezione della Sardegna, la Sezione di Pisa, la Sezione di Lecce, la Sezione di Verona, hanno vinto proprio quando Eluana è morta dopo averle sottratto o razionato sconsideratamente e arbitrariamente gli alimenti che la tenevano in vita. Alla notizia della morte certuni hanno applaudito, non per tributare un ricordo affettuoso ad Eluana, ma per dichiarare la gioia della loro vittoria. Ipocritamente più di qualcuno, dopo la morte, ha dichiarato che bisognava partecipare al dolore come segno di rispetto del silenzio richiesto da Beppino, cioè di quel padre che non ha mai fatto silenzio per lunghi anni;
6. la lotta o le pretese diventano assurde e soprattutto vergognose quando si afferma alla fine del documento su citato: Beppino Englaro, per il suo impegno, viene considerato, meritevole dei più alti riconoscimenti civili rappresentando un modello da additare al Paese.
È, a nostro avviso, un documento di parte che va giudicato come tale. Chi lo invia si assume tutte le responsabilità delle cose dette. Noi lo riteniamo pieno di contraddizioni, abilmente ipocrita e come tale lo rinviamo agli estensori.
Un sommesso suggerimento al Presidente della Repubblica che dopo essersi rifiutato di firmare un decreto, non voglia assecondare la proposta dei vincitori perché si conferisca il premio honoris causa a Beppino Englaro. Se questo dovesse avvenire, ma la stima che nutriamo verso il nostro Presidente non ci consente di dubitare, non avremmo alcun ritegno a ritenere lo stesso Presidente succube di una certa fazione ideologica e politica.
La laicità ha vinto contro la sacralità e lautonomia delle persone è stata uccisa!
Ma i cristiani dove vivono, oggi? Credono ancora oggi nella sacralità del vivere?
Nicola Giordano
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