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Il giorno della grande luce

IL MISTERO DEL NATALE

 

«Oggi su di noi
splenderà la Luce
perché è nato per noi il Signore».
(Isaia 9, 2)

Nella frase del profeta Isaia c’è una sottolineatura importante che rende personale tutto il messaggio.
È il richiamo all’“oggi” e al “per noi”. La luce splenderà “oggi” perché “per noi” è nato il Signore. E evidente il richiamo all’“oggi” perenne come anche al “noi” universale. Nella struttura umana di tutti i tempi e di tutte le persone si è accesa una luce che è data dalla nascita del Signore. La luce, che è la vita, si è accesa perennemente. Il Signore, che è la Luce, è nato per noi.
La “nascita” dei Signore sta a significare il suo ingresso nella struttura umana. La sua persona divina si è immessa nella struttura da lui stesso creata, tant’è che si dice che egli è vero Dio e vero uomo. Prima dell’Incarnazione non si poteva dire di Lui: vero Dio e vero Uomo. Dopo la incarnazione assistiamo quasi ad un ampliarsi di presenza. La presenza prima dell’Incarnazione riguardava la efficacia della sua azione onnicomprensiva, la presenza dopo la Incarnazione riguarda la efficacia della sua azione immediata e diretta, personale. Azione non compiuta da lontano o come assistenza, ma da vicino e come cointeressenza. Vero Dio, Vero Uomo.
Il mistero del Natale sta nella comprensione del fatto straordinario che la Somma Sapienza si è fatta carne. “Logos sarx egèneto”, “Verbum caro factum est”! È sorprendente il fatto del logos-sarx, cioè del Verbum-caro. E, di conseguenza, della Sapienza fattasi carne. La Sapienza, infatti, è la Parola concepita e pronunciata dalla Mente. Ed è appunto questa Parola uscita dalla Mente di Dio, pronunciata dalla sua Bocca, che si è fatta carne.
Quanti celebrano il Natale, forse, non si soffermano a meditare sulla dimensione eccelsa del Verbum-caro. Evento storico certamente. Evento antropologico. Evento divino. La Sapienza ha posto la sua dimora nella città degli uomini. Ma le città degli uomini sono ancora avvolte dalle tenebre.
Realtà sconosciuta! Realtà incompresa! Realtà inattuata dall’uomo! Per questo c’è molta tenebra nella vita dell’uomo che continua ad andare sempre ramingo e pellegrino alla ricerca della sua propria identità.
Il Natale del Signore è la luce meravigliosa che si è accesa ormai da duemila anni nella vita di ogni uomo. A questa realtà siamo stati tutti invitati, come a banchetto di nozze fra Dio e l’uomo.
E ricordiamolo sempre: “Nessuna parola sarà impossibile a Dio”.
Oggi possiamo considerarci come viandanti alla ricerca della grotta dove Egli è nato.
Ma dobbiamo anche mirare a quella stabilità di vita con lui che viene suggellata dal sedersi a mensa con lui.
In quel banchetto si attua e si consuma l’unità piena.

AUGURI
don  Nicola Giordano

 

 

 

 

 


 

 

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