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L’Avvento è vita

« Non temere, Maria
perché hai trovato grazia presso Dio.
Ecco concepirai un figlio,
lo darai alla luce,
e lo chiamerai Gesù » (Lc 1, 26-28)

 È cominciato l’Avvento.
Abbiamo già  ascoltato l’invito della Liturgia a prepararci all’incontro col Signore Gesù.
L’avvento, per noi tutti, non è semplicemente ricordo o celebrazione liturgica, ma è vita.
Effettivamente non c’è il momento dell’Avvento o quello della Quaresima quando ormai tutto il mistero del Cristo si è compiuto.
Tutta la nostra esistenza umana è avvento, tempo di attesa, per una incarnazione storica che ci tocchi da vicino: un giorno la nostra realtà di uomini penetrerà totalmente nel divino e questa nostra vita è attesa, avvento.
Alcune fasi di questo avvento le possiamo realizzare giorno per giorno. Pensate alla fase dell’ascolto dei profeti che Dio manda per preparare la sua venuta. Noi abbiamo tutta la rivelazione e la nostra vita può essere continuo ascolto. Pensate alla fase della preparazione immediata, secondo il bando di Giovanni il Battista: “Appianate i monti…”. È il nostro cammino di uomini che va sempre rettificato. Ognuno di noi può scoprire tanti vari momenti personali per rendere vitale l’Avvento.
Uno, soprattutto, ci è carissimo: alle porte dell’Avvento c’è l’Immacolata. Ed anche questa non è una data storica, ma una persona, il modello unico e pienamente umano che ogni uomo può e deve realizzare.
La eccellenza di Maria, straordinaria ed unica protagonista umana, più che nella sua verginità dichiarata, sta:

       a)  nel suo essere già “pienadigrazia”    (è il suo nome, la sua realtà, la sua prerogativa)

       b)  nel suo essere convinta della propria povertà   (estrema povertà di fronte a Dio)

       c) nel suo proposito che è programma ed identità di vita: essere “serva del Signore”. E sarà questo servizio umile, attento, costante, generoso che caratterizzerà Maria. Eva aveva disubbidito. E, prima di Eva, avevano disubbidito alcuni angeli ribelli. Maria è la serva attenta ad ogni parola del suo Signore. Il segreto della felicità sta nella docilità. Occorre, infatti, sapersi abbandonare nelle mani esperte di chi da sempre ha progettato e conduce la navigazione.

La vera grandezza di Maria sta nel piano di grazia che il Signore ha fatto per lei. In effetti Maria ha trovato un grado di grazia particolare in Dio che la rende Madre del Figlio. Nella scelta non ha giocato la imprevedibilità o la cieca preferenza da parte di Dio. Egli non può essere mosso da sentimenti partigiani. Maria ha soddisfatto le sue richieste, le sue vedute. “Ha trovato grazia presso Dio”. È piaciuta a Dio.
 Ci deve essere anche per noi un rapporto di assoluta intimità con Dio. Senza di Lui, lontano da lui, al di fuori di lui saremmo come fuscelli sbattuti dalle onde tempestose.
Occorre vivere l’attesa di tutti gli eventi nella nostra vita mentre ci sforziamo di rimanere nella nostra totale fedeltà a Dio. Un’attesa senza fine, ma piena di amore. Non soffusa di tristezza né inquinata da ansietà. Merita particolare attenzione la figura di Giuseppe, uomo dalla presenza o dal volto quasi evanescente. Potrebbe essere anche il nostro volto: uomini, a volte, lontani dal mistero, ma silenziosi adoratori mentre non comprendiamo né ci riteniamo assolutamente degni.

Buon Avvento

don  Nicola Giordano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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