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La  Chiesa sotto torchio

Non abbiamo motivo di meravigliarci perché non è un fatto nuovo o una nuova moda.

La Chiesa, da sempre, è stata messa sotto torchio. Umanamente è una cosa inaccettabile e inspiegabile perché, pur ammettendo nelle persone mille difetti, bisogna convenire che la istituzione nel complesso della sua dottrina è veramente divina. Il suo insegnamento, i suoi principi sono di altissima qualità. La sua etica, benché a molti non piace, è sublime. Basta pensare ai suoi principi che riguardano la dignità dell’uomo, la bellezza della vita, la giustizia sociale, l’uguaglianza tra tutti i popoli.

Non ci meravigliamo che venga messa sotto il torchio perché, purtroppo, ciò che nella vita dà fastidio non è il male ma il bene perché il bene è difficile, richiede impegno e spesso rinunzia e sacrificio.

Il suo fondatore, Gesù Cristo, la Sapienza divina fattasi carne, fu messo sotto torchio, quello della condanna e della morte. Siamo d’accordo che fu una morte che produsse la salvezza ma fu sempre una morte che ancora oggi non viene capita e accettata.

La moda moderna del torchio è quella dell’accusa diretta contro la moralità di alcuni membri della Chiesa. Lo scandalo fa sempre notizia e lo scandalo della Chiesa attira maggiormente la curiosità di tutti. È facile puntare il dito contro. La notizia viene ampiamente trasmessa da quelle reti televisive infarcite di immoralità che, forse, non sanno preferire altre notizie se non quelle scandalose.

Non ci stiamo costituendo difensori dei peccatori anche se sappiamo che proprio Colui che fu messo in croce ha insegnato la misericordia e ha detto che bisogna perdonare per essere perdonati. Egli un giorno aveva esortato gli accusatori ipocriti, che volevano farsi credere difensori della moralità, a scagliare una pietra se avessero trovato in se stessi motivi di sana coerenza etica.

È quanto vogliamo sostenere e dichiarare apertamente in una società che ha molti bubboni infetti ma che per non autodenunziarsi rivolge le accuse verso gli altri.

Non neghiamo che nella storia della Chiesa ci sono state e forse ci sono persone indegne. La storia di Giuda si ripete. Ma perché continuare a parlare di “giuda” ed omettere sistematicamente di parlare delle positività che la Chiesa ama, diffonde, costruisce? D’altronde, non accettiamo prediche moralistiche da parte di moralisti ipocriti e pervertiti. Ed inoltre chiediamo che i diffusori di scandalo vengano sistematicamente puniti perché anche la semplice narrazione del male è un atto immorale e dannoso. Se non si hanno argomenti per parlare in bene di persone e di istituzioni si abbia la forza di farsi promotori di bene senza lasciarsi trascinare nel terreno infangato.

N. G.

 

 

 

 

 

 

 

 

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