A certi giornalisti
piace guazzare nella melma
Avevamo deciso di non dare nessun risalto a politici, giornalisti, filosofi, letterati che guazzano nella melma. Ma quando la puzza rovina il vivere e laria diventa irrespirabile, se si tace si può morire avvelenati. Cè anche il dovere di opporsi contro il male dimenticandosi, almeno qualche volta, della massima evangelica che dice di porgere laltra guancia a chi ti ha percosso.
La nostra guancia personale non è stata schiaffeggiata ed insultata direttamente fino ad oggi. Ma ci sentiamo offesi e siamo indignati per quanto giornali e televisione vanno dicendo e diffondendo con pervicacia indomabile.
Siamo rimasti addolorati e, quindi, arrabbiati per quei giornalisti che in due giorni hanno parlato di presbiteri e pedofilia. Siamo arrabbiati soprattutto con la trasmissione anno zero, condotta dal solito giornalista Santoro, molto rinomato per le trasmissioni condite da veleni e infarcite di sfottoio. Non manca, in genere e sempre, il tono di prosopopea che appartiene alla categoria dei presuntuosi.
Ma non vogliamo parlare di questi giornalisti avvelenati nellanimo. Vogliamo invece esortare chiunque dovesse entrare nel Sito di Vivere In a farsi promotore della campagna di presentazione di realtà positive, di quelle realtà che meritano di essere conosciute ed ammirate.
Si dice che le teste di legno, come avrebbe detto Giuseppe Giusti, rimangono a galla, mentre i veri valori vengono dimenticati, ignorati, criticati, affondati. Ed allora, perché non trovare il coraggio di farsi promotori di una campagna che senza soffermarsi a guardare il marcio si sforzi di esaltare il bene?
Le trasmissioni a cui ci siamo riferiti allinizio, miravano a criticare la Chiesa per il fatto che ci sono stati dei casi di pedofilia commessi da alcuni sacerdoti. Si è gridato allo scandalo, giustamente, ma lo si è fatto con la cattiveria propria di chi ha lanimo infame.
Il nostro giudizio è che chi pecca, in qualsiasi modo, va punito e va sottoposto a penitenza perché ripari il danno commesso. Ma non si può punire la razza, la famiglia, il mestiere, la professione e la istituzione cui appartiene colui che ha commesso un delitto. Questo principio è valido per tutte le professioni, per tutti i mestieri, per ogni individuo a prescindere dal nome, dalla dinastia, dallarte che egli esercita. Un prete vada punito, ma non si condanni il Papa, i Vescovi, la Chiesa!
Lintento chiaro di certe persone è quello di denigrare, colpire, affossare la Chiesa, con i suoi principi etici e nella sua Costituzione. Noi ci ribelliamo con grande sdegno. Noi crediamo ed amiamo la Chiesa per la rettitudine di insegnamento che propone ai propri aderenti ed al mondo intero. Chi vuole cercare il pelo nelluovo, riuscirà sempre a trovarlo. A costui, però, consiglieremmo di andare a scuola da qualche commercialista per apprendere larte del fare i bilanci per sapere bene valutare gli utili e gli ammanchi. Dalla fantasia si passi alla ragione. Dalle accuse si passi alle verifiche serie. È sempre vero che si è gretti, meschini, imbecilli ed insolenti quando non si sa essere pacifici, tranquilli, giusti nel giudicare persone e cose.
Il giornalismo non si deve mai fare con le chiacchiere ma con i documenti seri. Non ci importa, se vogliamo essere seri, che qualcuno rovesci dal suo stomaco sconcezze, maldicenze, malizie. Sarà proprio vero che ciascuno dal proprio cuore laltrui misura. Ci fanno paura gli arroganti e i pastrocchianti che, ben pagati, possono disporre di una testata giornalistica o di una rete televisiva per diffondere le proprie idee senza che altri possano godere del minimo diritto e della più piccola possibilità di poter smascherare la ipocrisia e i vizi occulti.
Questo noi lo vogliamo fare con chiarezza e forza.
N. G.