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Domenica di Risurrezione

Il “noli me tangere”

(Uscire dal quietismo indolente ed apatico)

 

Il giorno della Risurrezione di Gesù, secondo il racconto degli Evangelisti, rimarrà per sempre il grande giorno del nuovo umanesimo nel quale l’umanità deve stabilirsi.

Riflettendo sulla storia dell’umana esistenza riusciamo a cogliere una ripartizione della storia umana in due fasi, prima e dopo Cristo, in linea con la frase dell’apostolo Paolo. Nella lettera ai Galati (4, 4), Paolo parla dell’era di Cristo che definisce: “pienezza del tempo”.

Al momento della passione e morte di Cristo, evento drammatico nella storia umana, segue il momento della Risurrezione, storia di amore divino riversata sull’uomo. Storia che possiamo vedere rappresentata nell’episodio di Maria di Magdala (Gv 20, 11-18).

Comprendiamo come immetterci nella dimensione del nuovo umanesimo. Dobbiamo rapportarci al Risorto che appare all’umanità e dichiara che cosa si deve fare nel presente storico del vivere umano.

Il brano di riferimento è quello di Maria di Magdala. “Sul fare del primo giorno, di buon mattino, quand’era ancora buio”. Ipotizziamo e ci auguriamo una compresenza di attori chiamati a realizzare la proiezione storica del divino evento. Personalizziamo la storia dell’incontro dell’uomo con Dio al fine di conoscere e annunziare al mondo intero come vivere la “nuova storia divino-umana”. È la storia del nuovo umanesimo nel progetto divino. Riusciamo a cogliere alcune proposte riguardanti il nuovo umanesimo rileggendo l’episodio di Maria di Magdala con il Risorto.

Comincia una storia nuova
. Il nuovo ma già antico umanesimo. Ha come protagonista una donna nuova. Una umanità nuova. Dopo la storia umana di Eva appare la storia di Maria di Magdala dalla quale Gesù aveva cacciato sette demoni (Lc 8, 2-3).

Nel primo giorno l’umanità sta all’esterno del sepolcro e cerca l’Amato “crocifisso”.

L’umanità senza il Logos, fonte di Luce, sorgente di vita, possente energia, non può esistere.

Urgente è il vitale bisogno dell’umanità protesa nella ricerca del Logos, Fonte e Autore di vita; Essenza e Ragione dell’esistenza; Energia imperitura e Garanzia di storia nuova; Punto stabile per una umanità sempre nuova; Principio di animazione delle vicende umane. Il Risorto è il sempre vivo. Non va ricercato il “Vivente tra i morti”.

* I ricercatori devono uscire dal quietismo indolente ed apatico, devono ridefinire il proprio io, rinnegando ogni personalismo presuntuoso, per stabilirsi nell’unico Maestro che chiama ciascuno per nome.

Il Risorto proclama a tutti e da sempre il senso della sua presenza e della sua chiamata
:

– Non mi trattenere (occorre non fermarsi, non indugiare, non imporre su Gesù le nostre catene, ma imprimere zelo e urgenza nell’annuncio che Cristo, è la Salvezza del mondo)

– Va’ dai fratelli (occorre proiettarsi verso la Umanità intera composta di persone prescelte, chiamate, predestinate ad essere veramente Corpo mistico di Cristo, “figli nel Figlio”)

– dì’ loro: Io salgo dal Padre mio e padre vostro (occorre fare giungere a tutti il nuovo messaggio che comprende la grandezza del mistero da credere, osservare e amare):
* il Dio unico, che nella essenza di Amore -Trinitario, è il Pantocratore, Onnipresente e Onnisciente
* il Logos: Archetipo, sempre vivo, principio di vita, causa di salvezza e redenzione
* il Logos: somma Sapienza, Luce, Via, Verità, Vita, Giustizia, Verità, Salvezza
* il Logos: Archetipo divino umanizzatosi, fondamento per l’umano vivere, sapere ed agire.

La narrazione storica richiama il risvolto della novità dell’“umanità” liberata dal male (Mc 16, 9) cui viene affidata la missione comprendente un dinamismo di azione, una proiezione illuminatrice, finalizzata ad incrementare scienza, conoscenza, annunzio e adesione al Logos divino.

Nicola Giordano

 

 

 


 

 

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