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Venerdì Santo

Il contatto unitivo
con l’unico Salvatore
e Redentore umano

(Seguire le lunghe orme del Logos)

 

Chiunque voglia dare stabilità al suo essere e giungere alla felicità di vita, sempre agognata, deve prendere coscienza di essere dimora, casa, tenda di Dio. Deve saper accogliere il Logos che sta sempre alla porta dell’umana esistenza e vuole offrire ad ogni uomo intimità conviviale e nuziale.

L’uomo è stato creato per questo fine. La esigenza profonda e indistruttibile del suo essere, la qualità energetica che lo fa vivere è quella infusagli dal sommo Creatore dell’universo, dal primo istante, fin da quando la Prescienza divina l’ha voluto uomo. La stessa Energia, Potenza in­distruttibile, con misterioso piano di amore gli ha infuso capacità operativa singolare in tutto il suo essere. Non sempre l’uomo se ne rende conto. Spesso trascura di adoperare le qualità ricevute. Perde, in tal modo, la reale capacità ad essere vivente nel Vivente, figlio nel Figlio.

Per questo occorre predisporsi a seguire le lunghe orme del Logos, in pienezza di Vita, Energia, Sapienza, Potenza, Amore. Occorre prendere consapevolezza del “omnia possum in Eo qui me confortat” (Fil 4, 13).

Le certezze di pensiero e di fede dell’apostolo Paolo, non frutto della sua personale saggezza ma di quella rivelazione che egli ha assimilato dopo avere incontrato Gesù, devono essere sprone di azione per l’uomo. Ci ispiriamo a due principi descritti dall’Apostolo:

* Non sono io che vivo è Cristo che vive in me.
* Tutto io posso in Colui che mi dà forza.

Da questa duplice affermazione abbiamo dedotto convinzione e impegno per giungere a pienezza e conformità di vita, di sentimenti, di aneliti.
Dobbiamo seguire e allungare le nostre orme per giungere all’omnia, prerogativa dell’Onnipotente. Egli è colui che, da sé e in sé, ha e può tutto.

Occorre specificare, nell’umano vivere, il valore dell’“omnia” per non cadere nella presun­zione che diventa stolta convinzione infantile o demenza incurabile. L’omnia, come azione operativa specifica e quotidiana, va collegato con la Sorgente e realizzata nella dinamica della Energia ricevuta dal Logos che è Sapienza, Via, Verità, Vita, Amore.

Per questo il giorno del Venerdì Santo parliamo e contempliamo le orme del Logos.

Nel Logos siamo stati pensati, stabiliti, chiamati, invitati.
Nel Logos dobbiamo trovare consistenza e operosità: saggezza, prudenza, sincerità, amore.
Nel Logos dobbiamo stabilire il nostro ego.
Fuori e al di là del Logos, l’uomo non può esistere ed agire. Un ramo non innestato non produce frutti nuovi e un albero che non porta frutti viene sradicato. Immense, infinite, estese, sono le orme del Logos.

Se l’uomo, chiamato ad essere Amico, Fratello, Sposo vuole vivere, deve allungare le sue orme sulla scia del Logos. Orme del Logos sono quelle di tutta la sua Redenzione (la salus Vitae) da amare, optando saggiamente e decisamente, per giungere alla connaturalità esistenziale secondo il piano di Colui che omnia vuole e regge.
Non io vivo. Cristo vive in me. Io voglio essere sua immagine.

È questo il nuovo umanesimo, auspicabile come novità di vita per ogni uomo.

Il Logos è intramontabile. L’umanesimo progettato dall’uomo come cielo e terra, passerà.

Il Nuovo Umanesimo, che tutti auspichiamo, è quello della conformità e connaturalità con l’Homo Novus: il Logos umanatosi. “Si fece carne e pose la sua tenda in noi”.

Don Nicola Giordano


 

 

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