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Una triplice tappa Contemplazione Amore Estasi
Ogni parola che leggiamo dai testi della Sacra Scrittura diventa messaggio da studiare e assimilare. È sempre Parola di Dio. Non è parola di uomini. Il brano di Matteo 17, 1-9 ci presenta Gesù come il nuovo Mosè che libera il popolo dalla schiavitù e lo guida in un cammino nuovo. È un cammino che vuole introdurci in una nuova forma di vita, pienamente umana, ma tanto diversa da quella che siamo abituati a vivere nella nostra quotidianità.
È un cammino nuovo suggerito, voluto, proposto direttamente da Gesù, la Sapienza divina che ha scelto di dimorare nelluomo. Dobbiamo camminare consapevoli di stare sempre in Lui, con Lui e operare seguendo le sue indicazioni. È un cammino meraviglioso, come una scalata che conduce ad una abitazione eccellente, la dimora eccelsa del Dio Onnipotente e Santo, piena di luce.
Iniziando il cammino si presenta subito alla nostra mente lHoreb, (Es 3,1) il monte di Mosè e di Elia, il monte che vorremmo scalare, il monte della trasfigurazione, dove possiamo presentarci a Gesù come Mosè ed Elia. Vorremmo essere un monte dalle alte cime costruite sulla legge e sulla contemplazione che ci offre loccasione giungere pienamente al monte che è Gesù. Pensiamo ad un monte dalle tre cime: la fedeltà (Mosè), la intimità (Elia), la Immolazione (il Sacerdote Gesù). Vogliamo vedere, osservare, godere, trasfigurarci.
Con singolare amorevolezza e in una atmosfera di intimità ci ha chiamati Gesù, nostro Amico, Fratello, Sposo, Salvatore, Luce, Pane, Salvezza, Verità, Vita, Agnello immolato, Sacerdote, Vittima, Lode di Gloria al Padre. Così ricco, amabile, generoso si presenta a tutta lumanità. Così lo ammiriamo, lo vogliamo incontrare ed essere suoi: totalmente, pienamente, sempre, con grande amore.
Nel testo dellEvangelista Matteo cogliamo linvito, rivolto a Pietro, Giacomo e Giovanni a seguirlo in disparte e seguirlo su un alto monte.
Gesù è lalpinista per eccellenza che ci guida e ci conduce sulle alte vette.
Le sue attrattive, anche se possono sembrare ardue, sono le uniche che possono soddisfare i nostri ardenti aneliti. Siamo sempre assetati e affamati o inquieti perché vogliamo essere sempre più felici, gioiosi. Siamo certi che linvito rivolto ai tre Apostoli è anche rivolto a noi non soltanto in questo momento di vita ma sempre, giorno dopo giorno, attimo dopo attimo. Non ci soffermiamo a capire perché vengono menzionati quei tre apostoli. Potremmo pensare a tre qualità di vita che Gesù vuole da noi: Pietro, il designato, come roccia che dà energia e forza, Giacomo, il primo grande martire,come suo specifico testimone, Giovanni, il singolare discepolo,associato alle sue sofferenze e discepolo amato.
La proposta iniziale di Gesù comprende: * andare in disparte, non come egoisti, pessimisti, abulici, indifferenti per stabilirci in grande intimità con lui * salire su un alto monte, non per orgoglio, presunzione, superbia, invidia e gelosia ma per vedere il suo volto.
Lintimità con Gesù non è un sogno, non è una impresa impossibile. Bisogna sapersi elevare ed allontanarsi da ogni forma di povertà morale. Il peccato, qualsiasi forma di peccato, è separazione dallamore. Levangelista Matteo ci propone le parole di Gesù, come programma di vita per ciascuno di noi.
Siamo chiamati a: * stabilirci nellamore * mirare alla contemplazione * giungere allestasi che significa godimento estremo conseguente al suo possesso di lui e in lui.
Lamore deve essere comunione, stabilità, unione, fedeltà. La contemplazione è pienezza di conoscenza suggeritaci da Mosè ed Elia. Lestasi non è semplice incanto, sentimentalismo, pietismo, ascetismo ma stabilità come stazionamento o radicalità assoluta in Lui fino al punto di dire: Nulla mi turba, nulla mi spaventa, solo Dio mi basta come basta al mondo intero.
Don Nicola Giordano
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