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Attenti ai cani!
Un tassista ucciso!


Quotidianamente ci si lascia prendere dalla curiosità di conoscere gli scandali politici e le notizie di cronaca nera. L’abitudine fatta ci lascia, spesso, nauseati ma indifferenti. Difficilmente si possono cancellare ricordi assurdi come quello del tassista ammazzato per avere investito un cane. Era proprio un “figlio di cane” sfuggito alla tutela del proprietario. Passeggiando per le nuove strade del vivere cittadino non è difficile incontrare autentici “figli di cane” fra le braccia anche di giovani signore che, avendo deciso di non volere figli propri, adottano gli autentici “figli di cani” e li accarezzano come veri figli surrogati.

C’è una storia, non favola, raccontata da una signora anziana. Era tanto desiderosa di diventare nonna. Ogni giorno esortava il figlio e la nuora a renderla felice. Finalmente un giorno in visita all’anziana signora le dichiarano la loro felicità. La signora gioisce per un po’, fino a quando si trova in casa una cagnetta comprata da figlio e nuora col pretesto di rendere felice la vecchia madre. L’anziana signora diventa tutrice della “cagnetta” e deve portarla quotidianamente a passeggio.

Eppure quel tassista, povero lavoratore, è stato ucciso in difesa di un cane. Povero uomo, non era un “figlio di cane” e non è scattato lo sdegno civico per un tale episodio. Non si vuole condannare il cane. Finalmente, però e, stranamente, politici e giudici hanno promosso nuove leggi a favore dei cani, i “figli di cane”. Morale della favola: «Ammazzate pure i figli, quelli veri, buoni e belli, anche quelli che mettete al mondo con atti di amore, ma lasciate vivere i “figli di cane” proteggendoli. Attenzione! Le leggi dello Stato potrebbero condannarvi».

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