Le aspirazioni connaturate alla mente e al cuore di ogni persona si intrecciano nel vivere di ogni istante. Ci appaiono come le due ruote di un carro, o di una moto, o le due lancette di un orologio. Di esse una scandisce le ore, laltra i minuti. Il ritmo del cuore umano si alterna tra sistole e diastole.
Nella quotidianità del vivere di ciascuna persona i ritmi dellesistenza sono più di due. Non cè soltanto lodi et amo del famoso poeta latino. Se ne presentano molti altri, spesso in contrasto. Allodio e amo si aggiunge lapatia, lindifferenza, la neghittosità.
Rientrando in noi stessi costatiamo che la felicità ed il piacere sono come due essenze della nostra vita. La felicità la identifichiamo con laspirazione dello spirito, il piacere come laspirazione del corpo. Ma, intanto, non ci piace parlare di divisione tra le sfere del vivere. Siamo convinti che la felicità genera, richiama, produce il piacere e, nello stesso tempo, il piacere ci appare come dimensione somma ed unica di felicità.
Se è vero che il piacere conquista ed entusiasma più della felicità, vorremmo cercare di incamminarci o stabilirci sul sentiero che non si esaurisce nel piacere passeggero ma in quel piacere che produce felicità, ricchezza interiore capace di regalare sorriso, gioia, amore e, nello stesso tempo, produrre pace, armonia, bellezza, amore.
Quando penso a Dio mi tornano in mente le immagini mitologiche del Dio che abita sul monte eccelso, innevato, irraggiungibile, sede pacifica di tutti gli dei. Al di là di queste immagini ho sempre pensato che Dio è somma felicità come persona che produce sempre gioia e piacere. Ammiro la gioia della natura, mi inebria il piacere dellumana esistenza soprattutto quando cè armonia. Dio è armonia, è amore, è protezione, è incanto, è meraviglia.
Ricordo i momenti in cui da piccolo e, soprattutto da grande, ho avvertito il mio nulla ed ho invidiato gli altri che mi sembravano gioiosi e felici. Ancora oggi non ho mai scoperto il segreto della felicità ma non voglio continuare a vivere come colui che aspetta che londa gli arrivi fino alle labbra.
La felicità la voglio in me.
Ma voglio che non sia soltanto mia. Se rimanessi solo a godere mi annoierei e preferirei non esistere. Mi odierei scorgendomi brutto.
Non sono solo né so essere pienamente felice.
Mi piace tanto gioire. Non ho trovato un supermercato, vicino casa, dove comprare la felicità con labbondante copertura di piacere.
Uscirò dalla mia casa e tenterò di stabilirmi sul Monte dove abita lAutore della Felicità e il Distributore del piacere.
Provai gioia quando un giorno mi dissero: Andremo alla casa del Signore e fui particolarmente felice quando Egli bussò alla mia porta e chiese di sedersi a mensa con me.
Nicola Giordano
Une garantie pour le plaisir
Una garantía por el placer