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Una formula magica
Vorrei riuscire a sapere se sia mai esistita una persona che non abbia sognato o desiderato di entrare nellarte della magia o di conoscere una parola magica.
I sogni non appartengono allanimo infantile ma a quelle persone che di solito aspettano un cambiamento di fortuna nella propria vita. Si dà anche il caso che molti hanno terrore di certi sogni che si presentano come incubi. Non mancano di quelli che, durante i sogni, temono di trovare dietro la porta di casa, ma macchiato e lacero, il tanto atteso abito di nozze. È come il risveglio dopo essere stati cacciati dal paradiso terrestre e destarsi gridando per ritornarvi.
A molti piacciono le favole. Molti vorrebbero possedere la bacchetta magica per usarla a proprio piacimento o poter godere dellassistenza e protezione della fata sempre pronta a proteggere, salvare, guidare durante ogni vicenda quotidiana.
Fra questi sognatori ci sono anch io. Non me ne stupisco. Molti non mi crederanno se dichiaro che non mi è mai capitato di vedere in sogno labito nero appeso dietro la mia porta di casa. Mi capita spesso di sperare che qualcuno abbia posto una luce che si illumini quando ritorno.
Tante volte ho desiderato di addormentarmi e sognare di immergermi in un mondo ampio, spazioso, luminoso. Ho provato invidia nel vedere, attraverso immagini fatate, lavverarsi di una realtà più bella di quella che io vivo quando ho incontrato qualcuno che è riuscito a pronunziare una sua parola magica e salire su un tetto libero, spazioso, ricco, importante.
Mi sono, però, tornate in mente alcune parole magiche udite e ascoltate qua e là. Ne ho goduto, sperando di giungere a felicità anchio. Le parole magiche erano quelle di uno che diceva Voglio e tutto avveniva immediatamente e senza ritardi. Non erano Parole frutto di magia ma dichiarazione di una Potenza immensa, sconfinata, gioiosa. Era Amore.
Non vorrei che il sogno svanisse. Vorrei tornare a sognare: grandi distese di campi pieni di fiori; canti armoniosi di uccelli liberi sugli alberi; il sibilo dei venti tempestosi che purificano laria; il vociare delle stelle lontane, il rincorrersi furioso delle onde marine e il richiamarsi di bimbi dal cuore giovane e puro.
Se apro gli occhi, e me li stropiccio, riprendo a sognare.
Mi piacerebbe regalare ai medici bisturi come aiuto a far nascere e rivivere; ai filosofi pensieri che infondano saggezza e coraggio; ai politici decisioni finalizzate al benessere e al progresso; ai preti la graziosità che produca atmosfera universale di sorriso e di amore; ai giovani un volto senza rughe e il corpo rispettosamente gioviale. Ditemi se per caso mi sto ammalando di psicopatia o se mi sono lasciato contagiare dal morbo della lampada di Aladino o da quello del tappeto volante. Forse sarà vero che non ho scoperto una sola parola magica. Ne ho scoperte due. Le ho ascoltate mentre sognavo un convito di nozze. La sala era molto affollata e straordinariamente addobbata. Cerano mille invitati. Tutti cantavano, danzavano, giocavano, in coro, a cappella. Ripetevano: gioia, amore.
Ricordo di avere ascoltato, non in sogno, la prima parola dalla voce di un antico poeta mai conosciuto. E esortava un nascituro ad apparire nella vita sorridendo. La seconda lho ascoltata dal Giusto. Era rivolta ad un delinquente, condannato a morte. Lo invitava ad entrare nella sua casa per gioire con amore immenso. Da allora ho imparato che il sorriso rende armonioso il vivere e lamore è il tocco magico che ci rende in tutto come Dio.
Nicola Giordano
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